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La meritocrazia delle idee

Se potessi associare una persona al significato della parola “meritocrazia” sarebbe di sicuro Ray Dalio.

Ve lo anticipo: io amo Ray Dalio. E lo adoro da quando scelsi di guardare questo TED: all’epoca ignoravo chi fosse (ovvero il fondatore di Bridgewater, il più grande Hedge Found del mondo).

Ray Dalio e TED: il colpo di fulmine

Non potrò mai dimenticarlo: come vi anticipavo nel primo Sunday TED, ero in palestra sul tapis roulant. Sia chiaro: non sono un’amante delle palestre e men che meno dei tapis roulant, ma s’ha da fare. Preparandomi ai miei 15 minuti di corsa cercai come di consueto un TED e scovai questo che aveva un titolo promettente: “Come creare un’azienda in cui prevalgano le idee migliori“.

Sono (come molti) una fan della meritocrazia. Il titolo del talk mi piace, guardiamolo.

In quel periodo avevo appena terminato di leggere “Le 7 regole per avere successo“, il famoso libro di Stephen Covey, e fui portata a pensare che questo talk parlasse di soft skills, approcci relazionali efficaci.

Ebbene, no.

Vi dico solo che dopo dieci minuti di video dovetti fermare il tapis roulant perchè non riuscivo a credere a quello che stavo sentendo.

Era letteralmente traumatizzante.

Ho cambiato due aziende nella mia vita lavorativa: due grandi aziende, diversi ruoli e approcci. So bene che ci sono aziende molto più all’avanguardia in termini di metodologie lean e strategie, e ccon approcci alla meritocrazia di conseguenza diversi. Ho avuto il piacere di osservare l’habitat di alcune start up.

Ma il lavoro sulla meritocrazia che ha fatto Ray Dalio, no.

Io davvero non sarei riuscita a immaginarlo.

Ebbene, non vi darò ulteriori dettagli perché le mie sarebbero parole superflue: ascoltate Ray Dalio. E stupitevi.

Per visualizzare i sottotitoli in italiano, basta lanciare il video e cliccare sull’icona in basso a destra a forma di “fumetto rettangolare“, selezionando poi “italiano

La vera meritocrazia delle idee

Inutile dire come da questo momento in poi sia diventato il mio idolo, e che io abbia voluto saperne di più su questo personaggio visionario e concreto, ma anche controverso.

Come detto a inizio articolo, Dalio è il fondatore di Bridgewater Associates. La sua “fortuna” è stato avere una scarsa memoria: questo lo ha portato a trascrivere tutti i processi decisionali che faceva per selezionare gli investimenti, e i relativi risultati nel lungo termine.

Quelli che erano all’inizio fogli di calcolo, nel tempo si sono trasformati in algoritmi computerizzati. Questo gli consentiva di affiancare al suo parere personale un “parere obiettivo” dell’algoritmo, basato su dati storici, filtrando l’emotività o le opinioni personali.

“Invece di pensare di avere ragione, iniziai a chiedermi:

come so di avere ragione?”

Ray Dalio

L’applicazione di questo approccio (che chiama “meritocrazia delle idee“) ha permesso a Bridgewater di avere un approccio al mercato rivoluzionario, sotto alcuni punti di vista anche “folle”, consentendogli di diventare, ad oggi, il più grande hedge found del mondo.

Bridgewater: scopriamo qualcosa in più

Parte della celebrità di Bridgewater è dovuta anche alle “scommesse” che fa contro il mercato con vendite allo scoperto (o “short”).

Nel 2007 previde la crisi mondiale del 2008, riuscendo a trarre enormi profitti quando società come Lehman Brothers fallivano, in un periodo critico per tutti i mercati mondiali.

Così come, nel Novembre 2019, Bridgewater ha “scommesso” 1.5 miliardi di dollari (che possono sembrar tanti, in realtà sono poco più dell’ 1% del capitalizzazione della società) su un crollo delle borse entro Marzo 2020. Che è puntualmente accaduto (Covid19 vi dice qualcosa?).

Gran parte del merito, come dice Dalio stesso, è dovuto all’applicazione della “meritocrazia delle idee“, come mostra nel video, e alla trasparenza assoluta che vige in azienda. Chiunque può leggere le mail altrui, a qualsiasi livello esso sia: secondo Dalio solo in questa maniera le persone sono spinte ad essere realmente oggettive e i bias di opinione si riducono.

Certo, lavorare in un ambiente privo di privacy lavorativa non deve essere proprio facile: sebbene io sia una supporter della trasparenza assoluta nel lavoro, pensare che ogni mia conversazione ed opinione possa esser resa pubblica un po’ di ansia me la mette.
Dalio stesso lo riconosce, lavorare in Bridgewater in termini “caratteriali” non è per tutti.

Alla stessa maniera deve pensare Salim Ismail, che nel libro “Exponential Organization” – di cui trovate un articolo qui – si schiera contrariamente a questo tipo di gestione di azienda. Afferma infatti che “Bridgewater non potrà mai diventare una organizzazione esponenziale(oltre a ritenere l’eccessiva trasparenza in questo caso più un male che un bene).

Ma che se ne dica, a guardare i guadagni di Bridgewater ad oggi è Ray Dalio ad avere ragione.

I Principi nel lavoro e nella vita

Dalio ha riportato la trasparenza a tutti i costi e tutti gli altri principi fondanti di Bridgewater in un libro, chiamato – non a caso – Principles.

E’ una lettura interessante perché, oltre ai principi “lavorativi” parla anche dei suoi principi applicati alla vita. Questa sezione, a cui è dedicata tutta la prima parte dello scritto, l’ho molto apprezzata perché racconta i principi della crescita, i fallimenti e i ridimensionamenti che lo hanno portato a creare e far crescere Bridgewater.

Molti di questi “principi” sono diventati dei mantra che spopolano sui social dove Dalio, come un libro delle risposte, condivide con i proseliti la sua visione della vita.

E con un “fondatore” così visionario, secondo voli, la sede di Bridgewater poteva essere in un lussuoso grattacielo Downtown… o in un edificio immerso nel verde lontano da New York?

TED Tay Dalio- Bridgewater Associates - Westport, CT (US)
Bridgewater Headquarter – TED Italia – Ray Dalio

Ecco la risposta!

Infografica prima di esigere la meritocrazia prova a chiederti come so di avere regione
La meritocrazia secondo Ray Dalio

Per chi volesse approfondire uno dei portafogli più famosi di Ray Dalio, che permette di affrontare tutte le situazioni di mercato senza troppi affanni, può leggere questo articolo dedicato al portafoglio All Weather.

Se volete approfondire il “Dalio pensiero” vi invito a leggere “Principles” nella versione in lingua originale. Oppure, nella traduzione italiana. “I principi del successo“. Nota di merito, è uno del libri meglio rilegati che io possegga.

Se invece volete saperne di più di organizzazioni esponenziali e sul perchè Salim Ismail non ritenga Bridgewater una di queste vi consiglio di leggere

l’articolo “Exponential Organization”

o di leggere il libro che trovate a questi link nella versione italiana oppure in lingua madre a questo link.

Io adoro la carta stampata, ma devo dire che anche le versioni e-book sono comode da avere. Se non avete il Kindle potete scaricarne una versione di prova gratuita di 30 giorni cliccando su questo link.

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Questo articolo ha un commento

  1. Cristiano

    Molto interessante e ben esposto!
    Complimenti per questo articolo!

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