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L’arte del public speaking: imparare, si può!

Il public speaking non ha via di mezzo senza “studio”: o sei portato o ti terrorizza.

Tendenzialmente sono pochi gli animali da palcoscenico, quelle persone con una naturale predisposizione a mettersi in gioco, oltre che in vista: la “paura del palcoscenico”.

Se non siete di questa piccola fortunata cerchia allora questo articolo fa per voi. Oggi analizziamo alcune tecniche per migliorare il nostro approccio al parlare in pubblico: da come preparare noi stessi, a come preparare un discorso nonchè come farlo.

Prima regola del public speaking: Praticare

Praticare, esercitarsi, ripetere, ditelo come volete: se non siete portati a parlare in pubblico NON puntate sull’improvvisazione. Questo non significa non essere se stessi o non esser sinceri, ma che si deve essere prima di tutto preparati a quello che si vuole dire:

  • al messaggio che vogliamo inviare
  • al come lo vogliamo inviare
  • alle informazioni necessarie per rendere chiaro il messaggio
  • all’ordine con cui vogliamo fornire queste informazioni.

Che vogliate fare un discorso serio, comico, articolato, per un VP o per una classe di alunni la base non cambia: dovete prepararvi, praticare, ripeterlo e farlo vostro. Tutti gli altri aspetti si possono migliorare: esposizione, tono di voce, storia.

Ma la strategia fondamentale resta: ripetere, ripetere e ancora ripetere.

Premesso l’assioma del public speaking, analizziamo ora le varie tecniche per migliorare parlare in pubblico.

Come sembrare sicuri

Prima del discorso, se possibile con qualche giorno di anticipo, fate una lista delle vostre paure: per approfondire questo discorso potete dare uno sguardo alla tecnica proposta da Tim Ferris in questo articolo.

In sostanza elencate su di un foglio, in colonna, tutto ciò che può andare male.
In una colonna successiva affiancate ad ogni punto della lista delle conseguenze di questo “avvenimento negativo”.

In ultimo, nella terza colonna, listate per ogni punto un modo per evitare questa conseguenza.

Una volta elencate le paure e le conseguenze vedrete che non sono più terrificanti come sembrano.

“Soffriamo più per la nostra immaginazione che per la realtà”

Seneca

Come preparare il discorso

Passiamo ora alla preparazione del discorso: ci sono tre caratteristiche principali da considerare per far innamorare il pubblico e mantenere alta l’attenzione. Vediamole.

Inizio ad effetto: “you got me at hello!”

Il cosiddetto anchoring: ricordate la scena di Jerry Maguire in cui Tom Cruise va dalla Zeltwegger e bussa alla sua porta?
Si, la storia sdolcinata del “tu mi completi“?

jerry maguire scena tu mi completi - mi avevi convinta al ciao guidaglinvestimenti.it
L’importanza dell’anchoring nel public speaking


Ecco, soffermiamoci sulla battuta successiva: Renee Zellweger che gli risponde “Mi avevi già convinta al ciao“.

E’ esattamente quello che si dovrebbe fare in un discorso: ancorare l’attenzione da subito.

Siate decisi: spiegate cosa state per fare. In maniera anticonformista, schietta, diretta, anche a mo’ di battuta (non di barzelletta, per carità!) ma chiara. Cercate da subito di portare chi via ascolta in un’altra dimensione, nella dimensione del vostro discorso.

Cercate un espediente che sposti sul vostro discorso l’attenzione: un aneddoto che non ha apparentemente nulla a che fare con l’argomento, meglio ancora se coinvolge l’uditorio stesso. E che porti al problema che state risolvendo (o presentando).

2) Lo storytelling

Se non tutti abbiamo il fascino di Tom Cruise possiamo comunque prendere esempio dal mondo cinematografico per tenere alta l’attenzione: raccontando una storia. Scomodando un termine anglofono, il famigerato storytelling.

Le storie hanno sempre più effetto di tanti dati snocciolati in sequenza. Le storie hanno un why, come insegna Simon Sinek, ed è quel why che aiuta a mantenere l’attenzione dall’inizio alla fine del discorso.

Premessa: non è per nulla banale trasformare una presentazione in una storia.

Un espediente possiamo usare è quello di spiegare perché siamo lì: far capire perché per noi è importante, fare una similitudine con qualcosa che coinvolga la nostra vita. Anche se dovessimo parlare di un turbocompressore!

Mettere qualcosa di nostro nello storytelling di un discorso ha molteplici benefici: incuriosisce il pubblico (siamo tutti esseri curiosi!), ci fa sentire a nostro agio e scioglie il ghiaccio tra noi e il nostro uditorio.

Certo, se dovessimo rispondere ad una domanda secca in una riunione importante non sarebbe conveniente iniziare dalla “agorà” come faceva Sheldon Cooper (chi guardava The Big Bang Theory può capirmi).
Tuttavia dare una risposta in maniera differente coinvolgendo il pensiero/desiderio degli interlocutori, o facendo a nostra volta una domanda può essere un modo efficace per esporre in maniera diversa un concetto.

E, magari, fare colpo sul nostro interlocutore.

Le infografiche

Un altro espediente molto utile, soprattutto se abbiamo una presentazione a supporto, è l’uso di infografiche.

Le infografiche, come si deduce dal nome, sono una o più slides che riassumono in maniera visivamente efficace i concetti principali di un discorso con l’uso di molte immagini e pochissime parole.

Un esempio di infografica per questo articolo potrebbe essere:

Infografica le 4 regole di un discorso di successo
Infografica – Public speaking

Le infografiche ci fanno da supporto sia che abbiamo o meno necessità di una presentazione.

Ed è proprio nel caso in cui avessimo una presentazione Power Point che dovremmo ricorrere alle infografiche: rivediamo il filo della presentazione, riduciamo il numero di slides al minimo e anche i dati che vi sono contenuti all’interno.

L’ascoltatore non può ascoltare noi e leggere le slides in contemporanea: mettiamo nelle slides solo il minimo indispensabile, prediligendo le immagini alle lunghe frasi e liste di numeri.

Be brief!

5 tecniche per aumentare l’interesse del nostro discorso

Passiamo ora alla fase clou: come rendere interessante il nostro discorso.
Può essere il discorso migliore del mondo, ma “recitato” in maniera tediosa, monotona o impersonale coinvolgerà ben poco. Ecco allora sei metodi (come sempre testati!) per migliorare il nostro public speaking.

1) Tecnica del sorriso

Parola d’ordine anche se siamo agitati: sorridere. Il sorriso di per se ben predispone l’uditorio: riuscire a mantenere un “tono sorridente” durante tutto il discorso è la vera svolta.

Per farlo vi propongo un esercizio che ho trovato su questo sito di Stefano Todeschi quando provate il vostro discorso, sforzatevi per il primo minuto di parlare sorridendo forzatamente, sentendo gli zigomi tirare all’insù.

Tipetuto diverse volte vi aiuterà a non cadere facilmente nella monotonia.

2) Le pause

Il modo migliore

per sottolineare le parti salienti

del vostro discorso sono le pause.

Fatele evidenziando con la voce la parola che volete sottolineare, e lasciando una pausa di un secondo dopo di essa. Provate! (A forza di provare lo stacco diventerà meno rigido e più fluido)

3) Gestire bene le mani e i movimenti

Noi italiani siamo uno dei popoli che gesticola di più al mondo: usiamo allora le mani per aiutarci durante il discorso, gesticoliamo con naturalezza.

Teniamo le mani protese verso l’interlocutore.

Se invece non dovesse venirci naturale potremmo tenere in mano un piccolo oggetto, tipo una penna, con cui tenerci occupati e da usare anche come puntatore, se necessario.

L’importante è non avere mai le braccia:

  • Conserte: indica chiusura verso chi abbiamo di fronte
  • Dietro la schiena: da la sensazione che “stiamo nascondendo qualcosa”
  • Entrambe in tasca: una sola in una tasca può anche far figo, ma due denota un po’ troppa superiorità

E, in ultimo, non siate statici: fate qualche passo, o almeno spostate il peso del corpo da una gamba all’altra. Vi rilasserà e risulterete più sicuri e a vostro agio.

4) Guardare il pubblico (e non le slides)

Anche se spaventa bisogna sempre guardare il pubblico e interagire con esso. Se avete delle slides a supporto ricordate che sono lì per il pubblico, non (solo) per voi. Indicatele ma poi tornate a parlare al pubblico, spiegatele rivolgendovi al pubblico e non alle slides. Sembra una cosa banale, ma è un errore che si fa più spesso di quando si creda.

5) Interagire con il pubblico

Se dbbiammo tenere un discorso davanti a tante persone un espediente anti-panico è iniziare il discorso fissando le loro fronti, o leggermente sopra le loro teste: il pubblico crederà che stiamo guardando la persona dietro di lui, e noi non incroceremo subito il loro sguardo.

Questo è un espediente iniziale per metterci a nostro agio, ma è importante poi che coinvolgiamo tutto l’uditorio guardandolo negli occhi.

Rivolgiamoci a tutte le persone presenti: dalla persona più a destra a quella più a sinistra. Come fanno gli insegnati in classe per obbligare gli alunni a fare attenzione, avete presente?

Bene: credete di non farcela? Ce la farete.
Vi serve solo la preparazione giusta: due minuti prima dell’intervento fate l’esercizio di Wonder Woman (di cui abbiamo parlato in questo articolo) e poi…volate!

Praticare…nella pratica

Ok, tutto bello nella teoria, ma nella pratica? Come già detto in precedenza il mantra è sempre lo stesso: esercitarci. Per farlo però vi propongo un metodo molto efficace:

La ripresa allo specchio

Ognuno di noi ormai ha un cellulare in grado di fare video: bene, perché un video di voi stessi è esattamente ciò che state per fare.

Ricreate in una stanza la situazione: mettete una sedia destra ed una a sinistra (saranno le due persone all’estremità della sala) e poggiate il cellulare laddove possa riprendere sia voi (al centro) che le sedie. Ripetete ora il discorso e fatevi un video nel mentre: dovete essere più realistici possibile.

Dopodichè riguardatevi:

  • Come vi muovevate?
  • Sembravate spavaldi o intimoriti?
  • La vostra voce era monotona o avete fatto le giuste pause?
  • I vostri occhi hanno guardato tutte le persone in sala (le sedie)?
  • Quando avete indicato le slides vi siete rivolti poi subito al pubblico?

Riguardatevi e dopo ripetete l’esercizio cercando di migliorare i punti deboli.

Questo esercizio ha un impatto incredibile e aiuta non solo nel lavoro aziendale ma anche nell’insegnamento, come testimonia l’impegno di Bill Gates.

Con la sua fondazione benefica “Bill and Melinda Gates” ha infatti promosso nelle scuole pubbliche americane un metodo per aumentare l’interesse – e quindi la resa – degli studenti americani: come? Migliorando il public speaking degli insegnanti.

Ne avevamo parlato in questo articolo dedicato all’insegnamento.

Un buon corso di public speaking? Il teatro

Ultimo ma non ultimo, se volete migliorare davvero le vostri doti di oratore vi consiglio di seguire un corso professionale di public speaking o comunicazione efficace.

Un valido aiuto e anche estremamente divertente è anche quello di fare teatro: che siate giovanissimi o meno, fare teatro vi farà superare tante di quelle paure, vergogne e soggezioni che non potete immaginare.
A meno che non lo facciate!

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