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Investimenti necessari per gli studi dei nostri figli

In quest’articolo ho ancora il piacere di condividere le idee di investireconbuonsenso.com, un blog attivo dal 2014 con centinaia di articoli pubblicati sul tema finanza personale e investimenti.
L’obiettivo degli autori è quello di trasmettere con voce competente ed indipendente un po’ di sana educazione finanziaria”

Il percorso di studi impatta il futuro salario

Sul rendimento futuro generato dal completamento di un corso di studi universitario i dibattiti si sprecano anche perché è difficoltoso mediare tra specializzazioni (e quindi professioni future) molto diverse tra loro anche in termini di stipendi erogati.

Quando si fa un investimento però il rendimento atteso è una delle variabili fondamentali da conoscere per capire se il costo che si andrà a sostenere sarà ragionevole oppure no. Nessuno farebbe investimenti se il ritorno previsto fosse zero o inferiore a zero.

Chiaramente sugli studi dei figli entrano in gioco altre variabili (economiche, demografiche, caratteriali), ma queste a priori diventano difficilmente prevedibili e non possono essere incidere nella scelta di investire comunque sulla formazione.

Alcuni anni fa Bankitalia pubblicò  uno studio in cui indicò la percentuale del 8,9% come rendimento medio annuo generato dalla spesa per istruzione nei periodi successivi al completamento del percorso di studio.

La più grande società mondiale di gestione dei fondi indice Vanguard ha evidenziato in un suo report il vantaggio in termini di reddito che hanno accumulato i ragazzi americani arrivati a terminare un percorso di studio universitario. I laureati arrivano a guadagnare il doppio dei diplomati ed il tasso di disoccupazione è pari a meno della metà.

Investimento necessario per sostenere un percorso di studio

Pare proprio un buon investimento, ma quanto costa?

Costo del percorso di studio
Costo del percorso di studio

Il Sole 24 ore offre in tal senso un buon servizio di simulazione del costo che si potrebbe ipoteticamente sostenere per un ciclo di studi universitari in Italia
Rette, spese per materiale didattico, costo dei pranzi, ma anche affitti. Tutte insieme queste voci fanno una bella cifra che ognuno potrà simulare e personalizzare in base al luogo di residenza ed al reddito.

Interessante anche la possibilità di poter indicare il numero di anni che mancano alla partenza degli studi, questo per tener conto dell’inflazione nel futuro costo che andremo a sostenere.

Risultati della simulazione

Ho provato a fare una simulazione tipo per uno studente fuori sede proveniente da una famiglia con reddito medio che decide di frequentare la Cattolica di Milano.

Conosciuto il costo (circa 50 mila euro ma i criteri sono altamente personalizzabili) ed il rendimento atteso dell’operazione “studio” possiamo pianificare nel tempo da bravi genitori l’accantonamento del capitale necessario a sostenere l’investimento.

La simulazione presentata sopra vuole essere proprio di aiuto nella costruzione di un piano di investimento da parte di genitori che cominciano fin dal primo anno di nascita del figlio ad accantonare le somme necessarie tenendo conto del “vento contrario” esercitato dall’inflazione nel corso degli anni futuri.

L’obiettivo è quello di avere a disposizione poco meno di 50 mila euro fra 18 anni quando nostro figlio si iscriverà all’Università.

La tabella che riporto di seguito simula il risparmio mensile che dovremo accantonare fin da subito (circa 140 €) per raggiungere la cifra desiderata al compimento della maggiore età, stimando un rendimento medio del 5% annuo.

Accantonamento per gli studi nei nostri figli
Accantonamento per gli studi nei nostri figli

Questo numero è generato dalla stima dei rendimenti ipotetici di un investimento 70% azioni 30% obbligazioni, stima basata sui ritorni medi nel periodo 1926-2019 generati da portafogli bilanciati.

Considerando i bassi, se non nulli, rendimenti offerti dall’obbligazionario, inevitabile spingere di più sull’azionario.

Qualche rischio in più che in un arco temporale così lungo dovrebbe permetterci di arrivare vicini all’obiettivo del 5%. Se non sarà così dovremo ovviamente risparmiare di più dopo qualche anno per riuscire a centrare l’obiettivo.

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