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Quali sono i pro e com fare un ribilanciamento del portafoglio

All’interno di questo blog ho spesso parlato indirettamente di ribilanciamento del portafoglio. Per questo motivo ho voluto approfondire il discorso per evidenziare come ribilanciare e tutti i vantaggi e svantaggi di questo strumento.

Cosa significa ribilanciare

Immaginiamo che dopo fatta un’attenta analisi, magari guidata dalla teoria della frontiera efficiente, decidiamo di optare per un optare composto da 50% di azioni e 50% obbligazioni.
Dopo 4 anni i 2 asset avranno avuto rendimenti diversi, questo porterà ad avere un portafoglio non più al 50/50 ma magari più spostato verso le azioni.

Azioni vs Obbligazioni
Esempio di portafoglio non ribilanciato

In un arco temporale sufficientemente lungo, come può essere 30 anni, le azioni hanno sempre reso più degli altri asset classici. Per questo motivo, qualunque portafoglio composto inizialmente da azioni e, ad esempio, obbligazioni dopo 30 anni avrà una quota azionaria più molto più ampia rispetto a quella obbligazionaria.

Le azioni aumenteranno l'allocazione nel lungo termine rispetto alle obbligazioni
Le azioni aumenteranno l’allocazione all’interno del proprio portafoglio

Ciò significa avere un portafoglio molto più volatile rispetto a quello pensato inizialmente. Il ribilanciamento del portafoglio permette quindi di riequilibrare il portafoglio secondo quelli che sono i desiderata e le attitudini dell’investitore evitando forti esposizioni di un asset rispetto all’altro.

Portafogli con esposizioni diverse implicano diversi rendimenti e rischi
Portafogli con esposizioni diverse implicano diversi rendimenti e rischi

Performance di un portafoglio ribilanciato

Il ribilanciamento del portafoglio serve, soprattutto, per abbassare la volatilità.
Ma cosa succede alle performance?
Un articolo di Forbes ci mostra che non esiste una risposta univoca a questa risposta. Sempre considerando un portafoglio 50/50, infatti, un portafoglio ribilanciato annualmente per la metà delle volte ha reso più di un portafoglio non ribilanciato.

Portafoglio ribilanciato vs Portafoglio non ribilanciato
Portafoglio ribilanciato vs Portafoglio non ribilanciato

Dai grafici in basso, inoltre, vediamo che il risultato cambia in base al tipo di portafoglio creato. Prendiamo ad esempio il caso di:

  • Un portafoglio 50% azioni e 50% obbligazioni
Portafoglio 50% azioni/50% obbligazioni ribilanciato
Portafoglio 50% azioni / 50% obbligazioni ribilanciato
  • Un portafoglio 50% azioni grande capitalizzazione 50% azioni bassa capitalizzazione. In questo caso vediamo che ribilianciare il portafoglio non porta grosse differenze.
Portafoglio 50% azioni large cap / 50% azioni small cap
Portafoglio 50% azioni large cap / 50% azioni small cap ribilanciato

Più in generale, possiamo dire che un portafoglio ribilanciato ha senso in termini di performance se gli asset di cui è caratterizzato hanno rendimenti simili sul lungo periodo. Viceversa, il ribilanciamento darebbe rendimenti minori ma permettendo di abbassare la volatilità.

Implicazioni del ribilanciamento di un portafoglio
Implicazioni del ribilanciamento di un portafoglio

Nel computo delle performance non dobbiamo dimenticare che ogni singolo ribilanciamento comporta delle operazioni da fare, ergo: costi.

Come si può ribilanciare un portafoglio?

Esistono 3 diversi modi di ribilanciare un portafoglio:
Temporale
– Soglia
– Flusso di cassa

Nel proseguio di quest’articolo riporterò la differenza tra i vari metodi di ribilanciamento usando degli esempi pratici che sono stati esposti in uno studio di Vanguard.

Ribilanciamento temporale

Consiste nel ribilanciare il proprio portafoglio in fissati step temporali come può essere il ribilanciamento annuale. Ciò significa, quindi, effettuare un ribilanciamento del portafoglio a cadenza annuale riportandolo all’asset allocation originaria. Si tratta di un metodo molto semplice ma che può portare a forti esposizioni nel caso di mercati volatili.

Nel caso del portafoglio 50% azioni e 50% obbligazioni, con dati presi nell’arco temporale che va dal 1926 al 2014, vediamo che un portafoglio ribilanciato in questo modo ha permesso di ridurre la volatilità del 3.3% pagando però un rendimento del 0.8% in meno.

Ribilanciamento del portafoglio temporale - Annuale
Ribilanciamento del portafoglio temporale – Annuale

Ovviamente si può pensare di ridurre l’arco temporale in cui effettuare il ribilanciamento accettando però un costo maggiore.
Nel portafoglio modello 50/50 che abbiamo preso come riferimento un timing ridotto di ribilanciamento non porta a grossi vantaggi anzi, la grossa differenza sta nei costi annuali dei vari movimenti.

Ribilanciamento del portafoglio temporale - Confronto
Ribilanciamento del portafoglio temporale – Confronto

Ribilanciamento soglia

Un metodo leggermente più complesso rispetto a quello temporale consiste nell’effettuare un ribilanciamento del portafoglio sulla base si una soglia. Questa tipologia è stata già esposta in un precedente articolo con una tipologia di portafoglio caratterizzata da un’allocazione in Bitcoin.
Volendo riprendere brevemente la strategia, ciò consiste nel prefissarsi una soglia massima di allocazione del proprio portafoglio e ribilanciare qualora tale soglia venisse superata.

Ad esempio, potete impostare la soglia sui 5 punti percentuali. Nel caso del nostro portafoglio 50:50, ciò significa che farete il ribilanciamento ogni qual volta un’attività va oltre il 55% o scende al di sotto del 45% del vostro portafoglio.

Un portafoglio ribilanciato in questo modo permette di avere un forte controllo sui livelli di rischio del portafoglio. Con una soglia piccola abbiamo portafoglio che varia poco l’allocazione degli asset al suo interno pagando però un costo in numero di operazioni necessarie.

Il portafoglio di riferimento ribilanciato con una soglia del 10% vedrà un rendimento pressochè uguale a quello non ribilanciato con una volatilità che si abbassa del 2.6%. Come detto più volte, il rendimento extra è in parte mitigato dal costo che comportano i vari ribilanciamenti che, nel caso preso in esame, è stato necessario fare 6 volte dal 1926 al 2014.

Ribilnaciamento del portafoglio per differenti soglie
Ribilnaciamento del portafoglio per differenti soglie

Ribilanciamento del flusso di cassa

Per poter superare i problemi dei costi legati al vari movimenti necessari per ribilanciare il proprio portafoglio una buona soluzione potrebbe essere quella di usare i flussi di cassa del portafoglio stesso. Ciò significa ribilanciare sfruttando i proventi dei dividendi, degli interessi, capital gain degli asset all’interno del portafoglio stesso o, semplicemente, immettendo nuovi capitali.

Il portafoglio di riferimento (ultima colonna della figura in basso), nel caso in cui fossero stati usati i dividendi e gli interessi per ribilanciare, avremmo ottenuto un rendimento di 0.8% in meno rispetto a un portaglio non ribilanciato con una volatilità ridotta di 3.5%.

Ribilanciamento del portafoglio per flusso di cassa
Ribilanciamento del portafoglio per flusso di cassa

In conclusione

Abbiamo visto che il ribilanciamento del portafoglio è uno strumento utile soprattutto per evitare che i nostri investimenti si discostino molto dal nostro tipo ideale. In termini di rendimenti ciò non porta sempre a un vantaggio, dipende dalla composizione del portafoglio: i rendimenti saranno maggiori se si possederanno asset che sul lungo periodo hanno rendimenti simili.
Ribilanciamenti frequenti, inoltre, comportano costi maggiori e non sempre tali costi sono giustificati da migliori rendimenti.

Per avere un confronto diretto di quanto detto sopra, è riportato nel grafico in basso un sunto delle vari esempi di ribilanciamento.

Metodi di ribilanciamento a confronto
Metodi di ribilanciamento a confronto

Avete ora tutte le informazioni per ribilanciare un portafoglio.

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