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Perchè dovresti controllare dove hai destinato il tuo TFR

Il tema pensioni è sempre più caldo. Il problema demografico è ormai sotto gli occhi di tutti: poche nascite e popolazione sempre più anziana.

Dal momento che le pensioni sono pagate con i contributi dei giovani lavoratori, questa situazione ci porterà in futuro ad avere sempre più problemi.

Pensione Integrativa

Tutto questo marasma sta mettendo sempre più in evidenza strumenti finanziari legati alla vita post lavorativa come la pensione integrativa.

Pensione integrativa per coprire un problema demografico
Pensione integrativa per coprire un problema demografico

Per ottenere una pensione integrativa si può aderire a 3 tipi diversi di fondi pensione:
Fondo Aperto, quelli proposti dalle varie banche e compagnie assicurative
PIP (Piani individuali pensionistici), vere e proprie polizze assicurative dai costi generalemente molto elevati
Fondi chiusi, quelli a cui possono far parte solo determinate categorie di lavoratori (ad esempio il fondo Cometa)

La quota da dedicare al fondo pensione è del tutto arbitraria come arbitraria è la frequenza con la quale si vuole immettere tale quota.

I lavoratori dipendenti, inoltre, possono decidere di versare quote del proprio TFR all’interno di un fondo pensione scelto piuttosto che lasciarlo in azieda.

Ed è qui che mi voglio soffermare in quest’articolo.

Ricordo ancora i primi mesi di lavoro, una delle prime cose che mi fu chiesta:

Preferisci lasciare il TFR in azienda o nel fondo pensionistico di categoria?

Io, ovviamente, dimenticai di fare la mia scelta e dopo 6 mesi risultai come aderente “silente” al mio fondo di riferimento (Cometa). Questo perchè chi non dà una propria preferenza viene inserito automaticamente nel proprio fondo di categoria.

Dopo un pò di anni ho deciso di approfondire questo discorso e capire se la non scelta fosse stata comunque valida dal punto di vista finanziario o se avessi fatto l’ennesima fesseria.

Differenze Fiscali

Fiscalemente parlando non c’è storia: lasciare il TFR in un fondo pensione conviene in modo netto principalmente per due motivi.

Motivo numero 1

I contributi extra versati annualmente nel fondo pensione sono deducibili fino a un massimo di 5164.57 euro.

Come vedremo in seguito, ciò significa che se decidessimo di versare una quota extra al regolare TFR questa sarà deducibile fino a un max di 5164.57 euro.

Solo considerando questo aspetto stiamo parlando di un risparmio di più di 1000 euro l’anno. Più è alto il reddito del lavoratore più è alto il risparmio, come si può vedere dalla tabella in basso.

Pensione integrativa: risparmio fiscale nel lasciare il TFR nel fondo pensione
Risparmio fiscale – fondo pensione

Motivo numero 2

Il TFR, quando avremo la possibilità di richiederlo, andrà tassato: il TFR versato nel fondo pensione (invece che lasciato in azienda) ha una tassazione notevolmente minore.

TFR lasciato in azienda

La tassazione del TFR lasciato in azienda dipende dall’aliquota IRPEF media pagata durante gli ultimi 5 anni di lavoro (si parla per questo tipo di calcolo di tassazione separata).

Nella pratica dovremo:
Sommare i redditi anno per anno
Dividere per il numero di anni
In base alle aliquote IRPEF, calcolare la media

Per spiegare meglio questo punto possiamo rifarci all’esempio di Propensione.it della figura in basso.

Pensione integrativa: Calcolo TFR netto
Calcolo TFR netto

Facciamo ora un esempio passo passo.

Tizio che:
– Nel 2019 ha guadagnato 20,000 euro
– Nel 2018 ha guadagnato 40,000 euro
– Ha un reddito medio di (20,000 + 40,000)/2 = 30,000 euro
L’imposta dovuta sarà corrispondente al 23% di 15,000 + 27% di 13,000 + 38% di 2,000 per un totale di 7720 euro
L’aliquota media quidi sarà data dalla proporzione: 30,000 : 7720 = 100 : x
– Al momento dell’erogazione della pensione integrativa l’aliquota media da considerare sarà del 25.7%.

Tabella aliquote Irpef in vigore attualmente (febbraio 2019)
Tabella aliquote Irpef in vigore attualmente (febbraio 2019)

L’aliquota media così trovata andrà ad agire sul TFR maturato: dovremo moltiplicare il TFR totale maturato per 12 e dividerlo per gli anni di servizio accumulati. Al risultato così ottenuto va poi aggiunto l’impatto dell’aliquota media IRPEF calcolata sopra.

La tassazione passa al 23% nel caso, invece, di richiesta anticipata del TFR per cause legate a:
–    dimissioni, licenziamento
–    nomina a dirigente
–    cambio di contratto

Per il TFR lasciato nel fondo pensione

In questo caso le cose sono molte diverse.

La tassazione, al momento dell’erogazione della pensione integrativa, può variare all’interno di un range che va dal 9% al 15%:
– Fino a 15 anni di lavoro si applica la soglia del 15%
– Dopo i 15 anni tale soglia si riduce dello 0.3% annuo fino ad arrivare al 9%.

Differenza tassazione TFR: azienda vs fondo pensione
Differenza tassazione TFR: azienda vs fondo pensione

Dall’analisi di questi 2 diversi metodi di tassazione possiamo capire che più si guadagna e più risulterà conveniente lasciare il TFR in un fondo pensione.

Differenze di rendimento

Quando si decide di lasciare il TFR in un fondo pensione accettiamo che questo venga investito per noi in un comparto a nostra scelta.

Ogni comparto si differenzia per il grado di rischio che scegliamo, adatto al nostro profilo insomma.

La differenza consiste in una diversa esposizione verso l’azionariato o l’obbligazionario: cosa vuol dire avere un’esposizione piuttosto che un’altra è stato descritto in quest’articolo.

I rendimenti dei vari fondi pensione di categoria sono disponibili sul sito del COVIP.

Per semplicità, vi riporto sotto una fotografia di 5 diversi fondi. Nel caso del fondo Cometa vediamo quindi che il rendimento negli ultimi 10 anni è variato dal 0.97% al 5% annuo a seconda del comparto scelto.

Pensione Integrativa: Rendimento Fondo Pensione
Rendimento Fondo Pensione

Sulle rendite conseguite come risultato degli investimenti si paga una tassazione pari al 20%, che scende al 12.5% per la componente di investimenti in titoli pubblici.

Il blog onlinesim.it ci offre un’iconografica molto chiara a riguardo.

Tassazione Fondo pensione
Tassazione Fondo pensione

Come tutti gli investimenti, più si è giovani più conviene un comparto aggressivo, spostato verso le azioni. Questo ci permetterà di avere un rendimento apprezzabile e che si farà sentire sulla pensione integrativa.

Qualora, invece, decidessimo di lasciare il TFR in azienda andremo verso uno scenario diverso.

In questo caso, infatti, i nostri soldi non verranno investiti. Potremo però beneficiare di una rivalutazione del TFR che si basa sulla somma di questi 2 contributi:
– Tasso di rendimento fisso del 1.5%
75% dell’aumento dell’indice Istat dei prezzi al consumo rispetto all-anno precedente

Proviamo a fare un esempio:

Immaginiamo di aver avuto, per semplicità di calcolo, un aumento dell’inflazione costante pari al 1% annuo. In questo caso avremo una rivalutazione anno per anno che è pari a: 1.5% + (75%*1%) = 2.25% sul TFR.

Nel caso in cui avessimo accantonato anno per anno un TFR di 1,000 euro la rivalutazione ci permetterebbe di avere 1,000 *2.25% = 22.5 euro.

Di seguito un chiaro esempio da borsaitaliana.it.

Riassunto TFR
Riassunto TFR

A tale rivalutazione va poi aggiunta un’imposta del 17% annuale. Il versamento di tale imposta è a carico del lavoratore o ente pensionistico.

Per chi avesse dei dubbi su quale delle 2 opzioni sia la migliore dal punto di vista del rendimento riporto qui in basso un altro esempio di Propensione.it.

Esempio TFR azienda vs fondo pensione
Esempio TFR azienda vs fondo pensione

Differenze di contribuzione da parte dell’azienda

Chi opta per un fondo pensione ha un ulteriore vantaggio tutt’altro che trascurabile: il contributo datoriale.

Il lavoratore, infatti, che aderisce al fondo pensione (ad esempio Cometa) e versa un ulteriore contributo annuo pari ad almeno 1.2% avrà diritto a un ulteriore 2% annuo da parte dell’azienda. Ogni fondo pensione di categoria prevede dei contributi minimi e datoriali diversi, controllate sempre all’interno dei siti di riferimento.

Contributo datoriale - Cometa
Contributo datoriale – Cometa

Differenze di flessibilità

Infine, basandomi sul “sentito dire” ero portato a pensare che lasciando il TFR nel fondo pensione fossi in qualche modo più vincolato rispetto al caso di lasciarlo in azienda, nel caso avessi voluto chiedere un versamento anticipato.

Ma è veramente così?

In realtà non è affatto come pensavo, anzi. La tabella sotto indica alcuni casi riguardanti la richiesta di anticipo del TFR.
Come si può vedere, lasciare il TFR in un fondo pensione mi permette di avere una maggiore flessibilità rispetto al caso di lasciare il TFR in azienda.

Flessibilità riscatto anticipato TFR
Flessibilità riscatto anticipato TFR

In conclusione

Fatta un’attenta analisi e capito bene i meccanismi alla base dei calcolo del TFR, della tassazione, del rendimento e della rivalutazione quello che emerge è chiaramente un netto vantaggio nel versare il TFR in un fondo pensione piuttosto che in azienda.

In tutta onestà l’unico punto che ho trovato meno vantaggioso per quanto riguarda il fondo pensione è che le prestazioni pensionistiche possono essere erogate in capitale fino ad un massimo del 50 % del montante finale accumulato, e il restante 50% in rendita. Ciò significa che quando andremo in pensione non potremo avere tutto il TFR a disposizione ma almeno il 50% andrà in pensione integrativa.

Se non lo avete ancora fatto controllate dove avete allocato il TFR e, nel caso gia fosse in un fondo pensione, valutate il profilo di investimento del fondo più adatto a voi (aggressivo o conservativo). Non dimenticate poi la possibilità di versare una piccola somma come fondo pensione nel fondo stesso per godere del contributo datioriale.

Per chi ci avesse ripensato, infine, può ancora trasferire il TFR dall’azienda al fondo pensione. Ma non il viceversa.

La legge 244/2007 ha, inoltre, per prima sancito in modo esplicito la possibilità per i lavoratori di versare il TFR “maturato” in azienda ad una forma pensionistica complementare, come riportato nell’articolo de Il Sole 24 Ore.

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Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Diego

    Ciao, anche io aderisco a Cometa. Preciserei: l’azienda copre quello che tu versi fino al 2%. Es: se versi 1, l’azienda versa 1, se versi 5, l’azienda mette 2. O almeno, per la mia azienda vale così. Per non parlare dei contributi volontari. Inoltre, sui vari siti sono disponibili i benchmark e i vari rendimenti mediati negli anni. Un 5% annuale medio negli ultimi 10 anni non è malvagio.
    Mi fa sorridere quando confronto le buste paga con i colleghi, scoprono che, a pari RAL (o anche più alta), ho un netto inferiore. Ma poi strabuzzano gli occhi quando vedono le tassazioni e i soldi che davvero metto in tasca (considerando fondo, investimenti, ecc)
    Come sempre dico io: più lavori e meno guadagni!

  2. Cristiano

    la tassazione del TFR lasciato in azienda all’erogazione è del 17% fisso, non in base alle aliquote Irpef!!!

    1. Francesco

      Ciao Cristiano,

      Scusa il ritardo nella risposta. Il 17% a cui fai riferimento tu è la tassazione relativa al rendimento del TFR lasciato in azienda. Al momento dell’erogazione, il TFR sarà soggetto a tassazione separata che dipende dall’aliquota IRPEF.

      Fammi sapere se hai dei dubbi

      ciao

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