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Measure what Matters: quali sono i tuoi tuoi obiettivi da raggiungere?

Measure What Matters - Obiettivi da raggiungere
OKR: non solo obiettivi da raggiungere, ma anche da misurare

Non dobbiamo solo avere obiettivi da raggiungere, ma essere in grado di misurarli.

E’ questo il concetto alla base di Measure What Matters, un libro del Venture Capitalist John Doerr. Venture Capitalist si diventa, e Doerr lo è probabilmente diventato grazie ai suoi trascorsi in Intel sotto l’egida del CEO (e fondatore) Andy Grove.

Doerr ha tradotto in un libro la metodologia che Andy Grove è riuscito a introdurre in Intel (non certo una start up) incrementando in maniera esponenziale i risultati aziendali: lavorare per obiettivi efficaci e misurabili. Measure what matters: scopriamo insieme cosa sono gli OKR.

“There are so many people working so hard

and achieving so little”

Andy Grove

Il Principio e i cardini

L’intuizione che Grove ha portato in Intel è semplice, a tratti banale, quanto efficace: esplicitare in maniera chiara gli obiettivi dell’azienda (“goal-setting”) e i risultati che devono essere ottenuti per raggiungerli.

Questo concetto si traduce negli “OKR“, cioè “Objective” e “Key Results”:

  • Objective: è il COSA deve essere ottenuto. Gli obiettivi sono significativi, concreti, orientati all’azione e (idealmente) ispiranti
  • Key Results: valutano e monitorano COME raggiungiamo l’obiettivo. Key Results efficaci sono specifici e a tempo determinato, aggressivi ma realistici, e soprattutto misurabili e verificabili

“Measure What Matters” perché si devono identificare obiettivi realmente importanti (“Avoid the waste”, come afferma Ries in The lean Startup), e valutare il loro raggiungimento tramite attività misurabili. Per identificarli bisogna che rispondano alla domanda:

Qual è la cosa più importante per i prossimi tre (o sei, o dodici) mesi?

Riporto un esempio di OKR che ho provato a stilare riguardo questo blog:

Obiettivo:
Scrivere un blog che abbia almeno 250 visualizzazioni al mese
1° KR: scrivere 30 articoli con parametri di leggibilità e SEO wordpress verdi entro il 15 Maggio
2° KR: Realizzare un’interfaccia grafica completa di plug in (inserimento email visitatori) e separazione articoli per argomento entro il 1° Maggio
3° KR: Ottimizzare almeno 10 articoli utilizzando keyword ideali (answerthepublic, google trend) entro 15 Aprile
4° KR: Usare tecniche di Growth Hacking per far conoscere il blog sui social e avere almeno 250 visualizzazioni entro il 31 maggio
Esempio di OKR

I KR non devono essere troppi (l’ideale è 3-4) e ogni persona dovrebbe avere contemporaneamente tra 3 e 5 Obiettivi da completare.

La verifica dello status di raggiungimento dei Key Results viene fatta nella fase di CFR: Conversation, Feedback e Recognition. Al contrario delle classiche revisioni delle performance annuali, i CFR sono molto frequenti (settimanali, al massimo mensili) e consentono di monitorare costantemente l’avanzamento e l’eventuale necessità di aiuto.

I punti forti per raggiungere gli obiettivi

La mossa vincente di questa strategia è unire trasparenza e condivisione: l’obiettivo della leadership è chiaro e condiviso con tutta l’azienda. Da esso derivano i KR che vengono estesi a cascata a tutti i dipartimenti, fino alla singola persona. I Key Results di un livello diventano gli Objective dei livelli sottostanti. Questo fa si che ogni impiegato sia a conoscenza dei suoi KR e di come il suo lavoro contribuisca al portare a termine l’obiettivo dell’azienda.

Un esempio che a mio giudizio rende immediata la comprensione è riportato nel libro e mostra gli OKR applicati a una squadra di football.

Obiettivi da raggiungere: OKR e Measure what matters
OKR e Obiettivi da raggiungere – https://sellingsherpa.com/index.php/2018/06/03/measure-what-matters-rock-the-world-with-okrs-book-summary/

Un altro punto forte è il ridimensionamento del fallimento, che non viene più temuto. Grazie alle revisioni costanti infatti viene prevenuto e, qualora ci fosse un problema, la trasparenza degli OKR spingerebbe a farlo venir fuori e a modificare i KR per portare a risolverlo nella maniera più efficace possibile (e misurabile).

In ultimo, ma non per importanza, il coinvolgimento delle persone: la fase di revisione e di feedback costante consente di mantenere sempre alto l’interesse, o di agire nel caso di mancanza di stimoli. Si può inoltre fare un piano di sviluppo personale parallelo sempre basato sugli OKR, che coinvolga la sfera degli interessi e delle attitudini delle persone per invogliarle migliorare e sviluppare i loro punti forti.

Scrivere gli OKR

Scrivere degli OKR può sembrare facile, ma vi assicuro che non lo è: gli obiettivi da raggiungere devono essere estremamente chiari, dettagliati e – come avrete capito – misurabili. Per aiutare a stilare gli OKR, Doerr identifica quattro “Superpoteri” che ci vengono in aiuto:

1) Focus e attenzione alle priorità

Bisogna chiarire sia cosa è importante, sia ciò che non lo è. In questo modo si dissipa la confusione e si ottiene il focus giusto.

2) Allineamento e connessione per il lavoro di Team

Con la trasparenza degli OKR, i goals di tutti sono visibili e condivisi. Vedendo dichiarati gli obiettivi della leadership (top-down), ognuno riesce a collegare i propri obiettivi a quello aziendale, identificando le connessioni e coordinandosi con gli altri team. Allo stesso modo i Key Results non vengono imposti ma concordati insieme alle persone (bottom up), per aumentarne il coinvolgimento e favorire l’innovazione.

3) Monitorare per responsabilizzare

gli OKR sono basati sui dati. Sono soggetti a revisioni periodiche e rivalutazioni se necessario, e si quantifica di volta in volta lo stato di avanzamento. Nello sviluppare questo “superpotere” ci vengono in aiuto diversi software (gratuiti e non) che aiutano a schematizzare gli OKR e tracciare la percentuale di completamento in maniera grafica. Il primo lo trovate sul sito ufficiale di whatmatters.com, ed è gratuito: trovate il link qui. Il ribro riporta la scala di valutazione di Google, che misura gli OKR da 0 a 1:

  • Rosso: tra 0 e 0.3 (abbiamo fallito nel fare reali progressi)
  • Giallo: tra 0.4 e 0.6 (abbiamo fatto progressi ma non nel tempo stabilito)
  • Verde: tra 0.7 e 1 (ce l’abbiamo fatta!) anche se ottenere 1 vuol dire che probabilmente l’obiettivo non era abbastanza competitivo: da qui deriva il quarto superpotere.
4) Spronare per eccellere

In inglese rende meglio, “stretch for amazing”. Gli OKR, come realizzati in base ai precedenti “superpowers”, motivano ad eccellere facendoci testare i nostri stessi limiti senza la paura di sbagliare.

Il sito readingraphics ci mostra un efficace grafica dei quattro “superpoteri”:

Cosa sono gli OKR superpowers
OKR Superpowers

Un sito che mi ha aiutato ad muovere i primi passi con gli OKR e whatmatters.com: è il sito ufficiale del libro, in cui potete mettervi in contatto direttamente con il team di John Doerr e chiedere un parere su come state stilando i vostri OKR.

Casi di successo

La caratteristica degli OKR è che possono essere applicati in ogni contesto, da quello personale a quello aziendale. In quest’ultimo caso, gli OKR sono stati applicati dalle aaziende e organizzazioni più diverse.

Intel

La prima, in cui sono nati, è stata Intel, in cui Andy Grove nel 1979 utilizzò i principi che qualche anno dopo sarebbero stati chiamati OKR nella cosiddetta “operazione Crush”. Grazie a una dettagliata pianificazione degli obiettivi e definizione di compiti e delle tempistiche, Intel avviò una vera e propria “guerra” contro Motorola (all’epoca un competitor che minava seriamente il suo mercato), uscendone vincitrice. La cosa sconvolgente è che Intel non “reclutò un esercito”, ma semplicemente motivò le truppe già in possesso focalizzandole sugli obiettivi che contano (measure what matters, appunto). Al seguente link potete leggere l’estratto del libro che riporta questo episodio.

Google

Un’altra grande azienda fondata sugli OKR è Google, probabilmente il caso più celebre. Doerr aiutò i cofounder Larry Page e Sergey Brin ad introdurla quando era ancora una start up di 40 impiegati, portandola ad essere oggi un’azienda di 70000 persone e fatturati miliardari. Per saperne di più su come Google definisce gli OKR e applica la metodologia in azienda vi consiglio di leggere questo Google OKR Playbook

Cosa sono gli OKR Google
Google OKR Playbook
Le organizzazioni no-profit

Gli OKR sono risultati efficaci anche sotto il lato culturale: è il caso delle organizzazioni “Bill e Melinda Gates” dei coniugi Gates, nonché della no profit “One” di Bono Vox. La metodologia OKR è stata implementata in entrambi i casi per identificare come gestire i vari progetti (di ricerca o benefici), essendo sempre in grado di misurare i risultati ottenuti.

La mia impressione

Leggere Measure what matter è stato come raggiungere la prima vetta di una catena montuosa. Da un lato senti di aver completato un percorso, ma dall’altro ti apre la vista a un panorama ampio e bellissimo, fatto di innumerevoli altre cime da scalare.

Ho notato diversi punti in comune di questa metodologia con una strategia vera e propria, ossia la “Strategia Oceano Blu” sviluppata da W. Chan Kim e Renèe Mauborgne: per saperne di più trovate il mio articolo qui.

Se vi interessa approfondire la tematica degli OKR trovate il libro su Amazon in lingua inglese al seguente link, mentre la versione in italiano qui.

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