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Come si calcolano e che impatto hanno sulle pensioni la NASPI e la Cassa Integrazione

All’interno di questo blog ho più volte sottolineato l’importanza di avere un piano a lungo termine, soprattutto per quanto riguarda la pensione.
Abbiamo visto più volte, infatti, che le prospettive demografiche ed economiche sono tutt’altro che rosee.
Le nuove riforme pensionistiche, poi, portano a condizioni peggiori rispetto a quello che eravamo abituati: vedi il passaggio da retributivo a contributivo.
Fatte queste premesse mi sono sempre chiesto quale fosse l’impatto sulle pensioni qualora tra i miei anni lavorativi risultassero dei periodi in NASPI o Cassa integrazione.

NASPI e Cassa Integrazione

NASPI

L’acronimo NASPI sta per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.

Si tratta di un’indennità di disoccupazione che spetta a diverse categorie di lavoratori. Per tutti i dettagli trovate a qui il link diretto dell’INPS.

Ai fini della pensione ci interessa sapere 2 cose principali: contributi e calcolo della retribuzione.

Partiamo dal calcolo della NASPI

Il calcolo della NASPI si basa sulla retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni.

Abbiamo quindi che:

  • Si sommano tutti gli importi relativi alle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni
  • La somma va moltiplicata per 4.33
  • Se il prodotto è inferiore ai 1,227.55 euro allora la NASPI erogata sarà pari al 75% della retribuzione
  • Se il prodotto media è superiore ai 1,227.55 euro allora viene riconosciuto un ulteriore 25% tra la retribuzione e 1,227.55 euro. Per una retribuzione media di 1,500 euro, ad esempio, avremo: (1,227.55 x 75%) + (1,500 – 1,227.55) x 25%
  • La NASPI è comunque caratterizzata da un tetto massimo di 1,335.40 euro mensili
  • Dopo 4 mesi di erogazione della NASPI questa viene ridotta mensilmente del 3%
  • La NASPI può essere richiesta per un massimo di 2 anni

Contributi legati alla NASPI

La NASPI è valida per quanto riguarda l’erogazione dei contributi.

I contributi relativi alla NASPI vengono detti figurativi, vedremo dopo che significa.

Per quanto riguarda la pensione, i giorni di NASPI vengono considerati alla pari di un lavoratore che abbia lavorato regolarmente.

Nello specifico per il lavoratore si considererà una retribuzione rapportata alla media mensile delle retribuzioni degli ultimi 4 anni.
Tutto ciò considerando un tetto massimo pari alla massima NASPI per 1.4, quindi: 1,335.40 x 1.4.

Un lavoratore che guadagna 2,000 euro al mese riceverà contributi pari a 2,000 x 33% = 660 euro.

Nel caso di NASPI, invece, tale somma si abbasserà a 1,860 x 33% = 613 euro.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare che la NASPI è sempre inferiore di almeno il 75% dello stipendio che si aveva precedentemente alla disoccupazione.

Ciò significa che i contributi versati saranno comunque minori rispetto a un periodo di lavoro continuativo.

Cassa Integrazione

In breve, la cassa integrazione è un sussidio riservato ai lavoratori sospesi dall’obbligo di eseguire la prestazione lavorativa o che lavorino a orario ridotto.

Come si calcola la Cassa Integrazione

L’80% della retribuzione globale viene corrisposto al lavoratore per le ore in cui non ha lavorato.

Ma, ovviamente, lo Stato, soprattutto quello Italiano, non ha fondi illimitati.

Esistono 2 soglie, infatti, che vanno prese in considerazione:

  • Per retribuzioni pari o inferiori a 2159.48 euro va considerata una soglia di 998.18 euro.
  • Per retribuzioni superiori a 2159.48 euro va considerata una soglia di 1199.72 euro.

Alla Cassa Integrazione così calcolata vanno aggiunte le aliquote contributive del 9.19%. Per gli apprendisti quest’aliquota scende al 5.84%.

Va ricordato, inoltre, che la cassa integrazione si calcola su base oraria.

Contributi legati alla Cassa Integrazione

Come per la NASPI anche la Cassa Integrazione prevede dei contributi figurativi.

Contibuti che vengono calcolati secondo quanto detto sopra, cioè: aliquote contributive del 9.19% che si abbassano per gli apprendisti a 5.84%.

Tutto ciò lascia facilmente capire che il lavoratore in cassa integrazione riceverà anche una penalizzazione per quanto riguarda la futura pensione.

Infatti la cassa integrazione è sempre inferiore di almeno 85% dello stipendio che si aveva precedentemente alla disoccupazione. Ciò significa che i contributi versati saranno comunque minori rispetto a un periodo di lavoro continuativo.

Più lo stipendio è alto più la cassa integrazione impatta sul futuro gap previdenziale.

Contributi figurativi

Ma cosa sono i contributi figurativi che caratterizzano NASPI e Cassa Integrazione?

I contributi figurativi sono contributi fittizi.

Sono contributi, cioè non versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ma direttamente dall’INPS sul conto assicurativo del lavoratore stesso.

I contributi figurativi sono validi ai fini della pensione anticipata. Purtroppo non è la stessa cosa per la famosa Quota 100.

In quel caso, infatti, per il calcolo di questa quota vanno considerati solo i contributi effettivi e non quelli figurativi.

In conclusione

Come più volte detto all’interno di questo blog, il tema pensioni in Italia è davvero scottante.

Credo sia di vitale importanza avere una conoscenza della situazione a cui andiamo in contro e un’infarinatura di tutte le proposte che ci vengono offerte legati a questi temi.

Vale sempre lo stesso consiglio di inziare a pensare oggi a quello che può succedere domani, evitando di procrastinare sempre decisioni che poi possono farci pentire.

La NASPI e la Cassa Integrazione sono importanti strumenti che lo Stato mette in atto ma che comunque avranno un effetto negli anni futuri.

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