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Procrastinare e Precrastinare

Nel TED di oggi parlo di un tema a me molto caro: il procrastinare, cioè il rinviare a un altro momento. Lo dico senza modestia, sono una vera master della procrastinazione, potrei insegnare alle folle a rimandare o dare priorità sbagliate alle cose. Ma, scherzi a parte, procrastinare è un processo mentale non necessariamente sbagliato. TED Italia Procrastinare

Ce lo racconta oggi un personaggio che procrastinatore non è, anzi. Si tratta di Adam Grant, uno psicologo e scrittore statunitense che si definisce un “precrastinatore“: una persona che sente l’urgenza di occuparsi il prima possibile di un compito e di terminarlo con il dovuto anticipo.

Si è spesso portati a pensare che completare in anticipo un compito senza “perder tempo” in altre cose sia vantaggioso ed efficiente. Io stessa, procrastinatrice “per carattere e non per scelta”, faccio di tutto per migliorare sotto questo aspetto e impormi delle regole. E’ forse anche per questo che sto facendo mia la metodologia OKR (se non la conoscete, vi lascio un link e fine articolo).

Procrastinare è una caratteristica degli “originali”

Tuttavia Grant ci dimostra, in uno studio presente nel suo libro “Originals”, come “procrastinare mediamentesia un’attività in realtà profittevole e caratteristica delle persone che lui definisce “originali“: anticonformisti che non solo hanno molte idee creative, ma fanno di tutto per metterle in pratica. Che falliscono e riprovano, e la cui voce fa la differenza nella società.

Un esempio su tutti? Steve Jobs.

Il video è con sottotitoli in italiano: qualora non fossero già presenti, basta far partire il video e cliccare sull’icona in basso a destra a forma di “fumetto rettangolare“, e selezionare “italiano“.

“La procrastinazione lascia il tempo di considerare idee divergenti”

Adam Grant –

Questo non significa procrastinare all’infinito: come sempre gli eccessi sono negativi, ma una “media” quantità di procrastinazione aiuta il processo creativo.

Dato un certo compito, che sia un esame o un acquisto o un compito lavorativo, prima di arrivare alla conclusione interrompetelo per qualche ora o giorno (se non sforate i tempi di consegna!). Il vostro cervello continuerà comunque a farlo “girare in background” mentre compiete altre azioni. Anzi, il cervello gioverà delle influenze di queste azioni diverse, dandovi più spunti creativi di quanti ne avreste potuti avere restando focalizzati solo sul compito originario.

Ieri, tornando da un pomeriggio “fotografico” con un’amica, mentre ero in coda con l’auto mi è finalmente venuto in mente come modificare un articolo che era in scrittura da troppo tempo senza successo. Quindi posso confermare: funziona.

Altre caratteristiche degli “originali”

Volando molto più basso rispetto a Steve Jobs, il profilo di unoriginalesomiglia molto a quello di uno startupper: sono persone predisposte al rischio e all’accettazione del fallimento. Che si pongono domande e non accettano le situazioni “predefinite”. Un esempio? Grant propone un test semplice per scovare se siete dei potenziali “originali”.

Il “test del motore di ricerca”: Dimmi che browser usi e ti dirò chi sei!

Scopriamo se siete dei potenziali “originali”: che browser utilizzate per navigare in internet?

A) Chrome o Firefox

B) Safari o Explorer

Browsers test: Chrome and Firefox vs. Safari and Explorer
TED Italia – Quale browser usi? Chrome/Firefox o Safari/Explorer?

Bene, se avete risposto “A” avete una propensione ad essere originali!

Questo semplicemente perchè non avete accettato i browser proposti dal produttore di cellulare/PC, ma avete scelto di utilizzarne uno differente. Avete messo in discussione un concetto predefinito, come fanno gli “originali”.

Certo, la risposta del test non ci farà diventare degli originali. Anzi, di originali mancati ne è pieno il mondo: sono quelli che “non ci hanno creduto abbastanza”. La sottile differenza che ti rende un originale è proprio il continuare a crederci nonostante tutto, nonostante i dubbi, i fallimenti e le incertezze. Ma infondo credo che gli originali non siano così difficili da trovare: semplicemente si nascondano intorno a noi.

Avete anche voi un collega anticonformista? Che sembra capitato nel suo lavoro attuale per sbaglio ma non per incompetenza, bensì per diversa visione del ruolo e della vita?

Che sia pieno di dubbi ma nonostante ciò non abbia paura di dire la sua opinione, magari sbagliando? Con una creatività “inadeguata” al lavoro che fa? Ecco, se ha queste caratteristiche potrebbe essere un “originale”. Credo che ognuno di noi abbia bisogno di confrontarsi con un originale, in famiglia, con gli amici e al lavoro.

E voi? Conoscete qualche originale?

O gli originali siete voi?

Infografica procrastinare e prescrastinare a quale delle due scuole appartieni?
Procrastinare e precrastinare

Se volete saperne di più degli studi fatti dallo psicologo Adam Grant sugli anticonformisti e su come la loro esistenza abbia impattato sulla società vi consiglio il suo libro “Essere Originali. Come gli anticonformisti cambiano il mondo“, che trovate in lingua originale al seguente link

Se volete invece saperne di più sugli OKR vi consiglio di leggere questo articolo, e per approfondire di acquistare il libro Measure What Matters di John Doerr, presente anche nella versione italiana

Io adoro la carta stampata, ma devo dire che anche le versioni e-book sono comode da avere (specialmente in questi periodi di lunghe code per entrare nei negozi). Se non avete il Kindle potete scaricarne una versione di prova gratuita di 30 giorni cliccando su questo link.

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