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Perché investire in un indice europeo potrebbe essere una buona idea

Investire in un indice europeo può essere una buona idea?

Molti degli articoli/studi fatti fin’ora si basano su dati relativi allo S&P500 o, più in generale, alla borsa americana.

Questo perchè il mercato azionario USA ha molti più dati storici e, soprattutto, una maggiore capitalizzazione. Ciò implica una maggiore attenzione da parte dei maggiori player della finanza e, quindi, maggiori studi dedicati.

Puntare unicamente nello S&P500 implica di decidere di credere fortemente sull’economia americana.

Cosa significa investire su un indice Europeo?

L’iconografica del sito Quartz inizia a darci un’idea: la capitalizzazione della sola Alphabet equivale a quella di tutto il mercato Spagnolo.

Investire su indice Europeo: le singole azioni USA hanno pari capitalizzazione di interi mercati azionari europei
Azioni USA vs mercati nazionali europei

Il grafico in basso preso da Reuters, invece, ci dà una visione di quanto differiscono le maggiori società US rispetto a quelle Europee sempre in termini di capitalizzazione.

Investire su indice Europeo: confronto tra azioni USA e azioni Europee per capitalizzazione
Confronto tra azioni USA e azioni Europee

Andando a vedere le performance dell’indice MSCI USA rispetto al MSCI Europe vediamo che da a seguito della crisi finanziare del 2008 i 2 indici hanno avuto andamento divergente a favore di quello americano.

Performance di diversi indici mondiali
Performance di diversi indici mondiali

Vale la pena ricordare che:

MSCI USA comprende un paniere di 600 società americane a alta e media capitalizzazione. Rispetto allo S&P500 è più esposto a società di media capitalizzazione, tuttavia negli ultimi 10 anni questi 2 indici hanno avuto pressochè le stesse performance.

MSCI Europa, invece, è un indice europeo composto da 438 aziende che replica il rendimento dei titoli azionari di 15 mercati sviluppati europei.

Ma come mai si è venuto a crere questo divario?

Andando ad analizzare la composizione dei 2 indici vediamo che la maggior differenza sta nella percentuale di azioni legate al settore di Information Technology.

Mercati USA vs Mercati Europei: differenza settoriale
Divisione per settori dei mercati USA e Europa

Dai dati della tabella in basso, presa da Seeking Alpha, capiamo infatti che:

  • Il settore Information Technology Europa ha reso il 6% in meno rispetto a quello USA
  • Inoltre, considerando che aziende come Facebook e Google sono raggruppate nel settore “Comm. Service” e Amazon in quello di “Consumer Discretionary”
  • Possiamo arrivare alla conclusione che, in realtà, il 75% del gap tra i 2 indici è dovuto proprio al settore Information Technology
Breakdown delle performance USA vs Europa nel decennio dal 2009 al 2019
Performance USA vs Europa dal 2009 al 2019

Analizziamo ora le performance di questi 2 mercati negli ultimi 50 anni (cioè dal 1970), considerando i rendimenti decennali.

L’articolo di “A Wealth of Common Sense“, tramite il grafico riportato di seguito, ci mostra chiaramente come i 2 indici si sono sempre alternati in termini di performance.

Quali mercati hanno reso meglio tra Europa e USA?
Rendimenti mercati USA vs Europa

Nonostante questa oscillazione, dal 1970 al 2008 abbiamo avuto:
– Europa + 9.3% annualizzato
– USA + 9.5% annualizzato

Tuttavia, dal 2008 in poi c’è stato una netta prevaricazione dell’azionariato USA per i motivi citati sopra. Infatti, se estendessimo l’arco temporale dal 2008 a Marzo 2020 avremo che:
– Europa + 8.3% annualizzato
– USA + 10.1% annualizzato

Se decidessi di investire su un indice Europeo che probabilità avrei di ricavarci un profitto?

La tabelle sotto ci mostrano le performace di mercati relativi a diverse aree geografiche e diversi archi temporali.

Statistiche storiche su rendimenti positivi di diversi mercati mondiali
Statistiche storiche su rendimenti positivi

Notiamo, quindi, che investire su indice europeo, storicamente, per 10 anni avrebbe portato nel 99% dei casi portato a rendimenti positivi.

Nella trattazione di questo articolo, abbiamo visto che almeno recentemente il mercato USA ha avuto rendimenti maggiori e più stabili nel tempo.

Perchè quindi pensare di investire in altri mercati?

Il grafico riportato qui di seguito, preso sempre da un altro articolo di “A Wealth of Common Sense“, ci aiuta a capire l’importanza della diversificazione.

Performance di diversi indici mondiali su arco temporale decennale
Mercati mondiali a confronto

Andando ad analizzare le perfomance decennali di vari mercati dal 1979 al 2018, infatti, notiamo che:
– Negli anni ’70-’80 la bolla del mercato Giapponese ha spinto gli indici MSCI Pacific e MSCI World ex-US
– Gli anni ’90 sono stati all’insegna del mercato USA
– Crollo dei mercati USA negli anni 2000 dovuta alla bolla del dotcom
– L’ultimo decennio in cui tutti i mercati hanno avuto rendimenti più bassi dell’indice a stelle e strisce.

In conclusione

Investire nel mercato USA significa investire nell’economia americana, con tutti i pro e i contro. Avere, invece, un portafoglio diversificato, come già spiegato in un altro articolo, permette di poter livellare i tuoi rendimenti.

Questo vuol dire essere sicuri di avere sempre in portafoglio gli indici che performano meglio, anche se solo in piccola percentuale, ed evitare di puntare tutto il proprio capitale su quelli peggiori.

La tabella sotto, infine, mostra la varianza delle performance di indici di diverse nazioni ottenute nel 2018.

Investire su indice Europeo: migliori e Peggiori azioni mondiali del 2018
Rendimenti dei mercati azionari di diverse nazioni mondiali nel 2018

Tutto sommato, quindi, investire su indice europeo non sembrerebbe essere una brutta idea.

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