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Investire in vino come bene rifugio

L’oro è sempre stato definito il bene rifugio per eccellenza. Esistono però altri beni che hanno comportamento simile a quello del prezioso metallo, cioè sono fortemente scorrelati dal mercato: durante i periodi di crisi il loro valore aumenta. L’obiettivo di questo articolo è proprio parlare di uno di questi, cercherò cioè di analizzare cosa significa investire in vino.

Il vino pregiato ormai è diventato un business affermatissimo, esistono bottiglie che valgono svariate migliaia di euro.

Nella tabella in basso, presa da un articolo pubblicato su Medium, è possibile avere un’idea dell’ordine di grandezza del giro di affari legato al vino da investimento.

Prezzi dei migliori vini
Prezzo per bottiglia di alcuni tra i migliori vini

Un altro articolo redatto da Reuters ci mostra, inoltre, come è variato il prezzo del vino in alcune delle regioni più importanti dal 1998 al 2009: Francia, Italia e USA.

Rendimenti vini di varie regioni del mondo
Andamento prezzi dei vini di diverse regioni

Altri dati relativi a zone specifiche possiamo vederle nel grafico sotto preso da Liv Ex.

Investire in vino, andamento di diversi vini
Andamento prezzi Liv-ex dei vini di diverse regioni

Liv-ex (London International Vintners Exchange) è il mercato globale per il commercio del vino. Un riferiferimento per gli investimenti in vino.

L’indice Liv-ex Fine Wine 1000 tiene traccia di 1.000 vini provenienti da tutto il mondo utilizzando il Liv-ex Mid Price.

Viene calcolato mensilmente e rinnovato a 100 nel dicembre 2003. Comprende sette sottoindici: Bordeaux 500, Bordeaux Legends 50, Borgogna 150, Champagne 50, Rodano 100, Italia 100 e Resto del mondo 50.

Live-ex Fine Wine 1000 nelle fasi toro e orso dei mercati

Come detto in precedenza, il vino è considerato un bene rifugio. Ha comportamento molto simile, quindi, a quello dell’oro. Il grafico sotto ci mostra appunto un confronto tra diversi asset:
– LIV 1000
– Oro
– Mercato mondiale – MSCI World
– Borsa di Londra – FTSE All Shares

Vediamo dal grafico sotto, preso da un articolo di Forbes, che la crisi finanziara del 2008 ha confermato ciò, addirittura mostrando un comportamento del LIV 1000 migliore dell’oro.

Rendimenti annui di vari investimenti tra cui il vino
Performance di diversi asset nell’anno nel 2008 (crisi) e nel 2017 (crescita)

Un altro parametro di cui tener conto quado si analizza un asset è la volatilità.

Vediamo quindi che il Liv 1000 ha sempre avuto una deviazione standard annualizzata relativamente bassa se paragonata ad altri asset. Addirittura considerando l’andamento in 10 anni abbiamo un valore circa 3 volte inferiore a quello dell’oro.

Volatilità Liv-ex
Volatilità di diversi asset

Investire in un indice come il Liv 1000 vuol dire investire nei migliori vini al mondo. Ad esempio quelli che ci vengono proposti nella tabella sotto.

Migliori vini Liv-ex nel 2019
Migliori vini Liv-ex nel 2019

Come cambierebbero le perfomance di un portafoglio classico

Ci viene in aiuto in questo caso un articolo di Cult Wines. Il sito, infatti, ci mostra un confronto tra diversi portafogli diversificati:
– Classico 60% azioni / 40% obbligazioni
– 55% azioni / 15% obbligazioni / 30% oro
– 55% azioni / 15% obbligazioni / 30% vino
– 50% azioni / 20% obbligazioni / 20% oro / 10% vino

Portafoglio diversificato con vino
Portafogli diversificati

Vediamo quindi che un portafoglio contenente un 30% di allocazione in LIV 1000 avrebbe trasformato 100,000 sterline investite nel 2009 in circa 180,000 nel 2019.

Ovviamente questo non significa che il prezzo di tutte i vini ha un aumento coì vertiginoso di prezzi. Basti guardare il grafico sotto dove vengono confrontati gli andamenti dei rossi della Borgogna e i Bordeaux.

Addirittura i primi dal 2003 al 2018 hanno avuto rendimenti maggiori dello S&P500.

Investire in vino: confronto tra rosso di borgogna, bordeaux e S&P500
S&P500 vs Rosso Borgogna

Un altro fattore da tenere in considerazione è che i profitti sono esentasse! Questo rende l’investire nel vino e, soprattutto, l’investire in vini pregiati ancora più interessante.

Non è tutto così semplice

Investire in vino non è banalissimo. Liv Ex, infatti, attraverso la sua piattaforma permette di fare trading pagando un canone mensile.

Costi Liv EX
Costi Liv -EX

Poi viene la parte dello stoccaggio delle bottiglie.

Un investimento del genere non va certo lasciato in cantina, occorrono spazi studiati appositamente che permettono di avere un certo grado di umidità, una certa temperatura e luce.

Occorrono anche sistemi di back up energetici, per evitare che un guasto mandi tutto all’aria.

Il vino insomma non è come l’oro. Va accudito. Esistono aziende che si occupano solo di questo, bisogna conoscerle e essere sicuri di affidarsi a dei professionisti.
Va inoltre detto che le fregature/frodi sono sempre dietro l’angolo.

In conclusione

Investire in vino può essere una buona opportunità soprattutto in periodi di recessione.

Va però ricordato che bisogna essere davvero esperti per poter evitare problemi come beccare dei falsi e deteriorare una bottiglia.

Basta davvero poco, insomma, per mandare in frantumi un capitale.

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Questo articolo ha un commento

  1. befano

    il giorno che i cinesi smetteranno di comprare forte sul vino, il vino sarà definibile in tanti modi tranne che bene rifugio..

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