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Dalla scuola all’azienda, la parte più difficile è insegnare

Il Sunday Talk di questa settimana è dedicato al verbo propedeutico per eccellenza alla crescita personale: l’insegnare.

Io, figlia di una insegnante, ho sempre saputo che nella vita avrei voluto fare qualsiasi cosa.

Ma non l’insegnante.

Credo sia un lavoro duro e che presupponga una forte voglia di interagire e comprendere gli altri. Mettere il prossimo davanti a se stesso, perché è in base a ciò che riusciremo a trasmettere che si vedranno i risultati del nostro lavoro.

Insegnare presuppone non solo conoscere, ma la voglia di condividere la conoscenza e nel modo più adeguato e comprensibile per chi si ha di fronte.

Potete essere anche degli astrofisici nucleari, ma se non siete in grado di spiegare in maniera accessibile e chiara un argomento al vostro uditorio il vostro lavoro come “promulgatori” servirà a poco.

In una parola, credo che insegnare sia una missione.
Non è per tutti!

Ed è proprio questa missione che lo considera Rita Pierson: un’oratrice TED tanto esilarante quanto realista. Emozionante ed ispirante nello spiegare l’importanza dell’insegnamento e soprattutto dei metodi di insegnamento. Vi sfido ad iniziare ad ascoltare questo talk e a riuscire a interromperlo prima della fine. TED Italia- La missione dell’insegnamento

Il video che segue è in inglese, ma con sottotitoli in italiano: se non fossero già attivi basta lanciare il video e cliccare sull’icona in basso a destra a forma di “fumetto rettangolare“, selezionando poi “italiano

Insegnare, ovvero fare la differenza nella vita delle persone

Rita Pierson è un’insegnante di scuola pubblica americana. Non è una celebrità o una persona di rilievo, ma è una persona rilevante per le centinaia di ragazzi a cui ha insegnato durante la sua carriera.

“Noi siamo educatori. Siamo nati per fare la differenza.”

Rita Pierson

Qualsiasi lavoro noi facciamo (o non facciamo) oggi è stato influenzato da qualche persona rilevante nella nostra vita. Subito dopo i familiari sono proprio gli insegnanti ad avere maggior influenza, come viene riportato da universitari.eu in questo articolo.

Gli insegnanti sono persone essenziali nei nostri primi anni di vita e a loro è demandato non solo di educare ma anche di valutare gli alunni.

Ma gli insegnanti stessi come vengono valutati?

La maggior parte degli impiegati in azienda viene valutato per il suo operato almeno una volta l’anno. Ma gli insegnanti?

Come viene valutato il loro lavoro e il loro stato di aggiornamento?

Ho provato a rispondere a questa domanda. Il risultato è stato singolare: nella maggior parte dei paesi, Italia inclusa, non c’è un sistema di valutazione degli insegnanti.

Metodi di insegnamento e relazione con il livello di preparazione degli alunni

Il livello di rpeparazione e la capacità di esposizione degli insegnanti può avere un effetto sulla preparaazione degli alunni?

E’ una domanda che si è fatto Bill Gates, che con la sua Fondazione Bill e Melinda Gates si occupa (adottando la metodologia OKR) di molti temi legati alla medicina, alla ricerca e, appunto, all’insegnamento. Gates ne parla in un interessante TED che vi riporto.

Anche qui il video è in inglese, ma con sottotitoli in italiano: se non fossero già attivi basta lanciare il video e cliccare sull’icona in basso a destra a forma di “fumetto rettangolare“, selezionando poi “italiano

Nel video Gates evidenzia la relazione tra preparazione media degli alunni nei vari paesi del mondo con la presenza in quel paese di un sistema di valutazione degli insegnati. Implicitamente vuole sottolineare come la mancanza di una valutazione sistematica e aggiornamento continuo degli insegnanti influenzi negativamente le performance degli studenti stessi.

La soluzione che la Gates Foundation ha proposto (e testato) è tanto semplice quanto ingegnosa: aiutare gli insegnati a guardarsi mentre fanno lezione tramite delle riprese video da riguardare post lezione.

In pratica a “guardarsi insegnare” per rendersi conto di come risultassero in classe.

In aggiunta viene fatto fare agli studenti un questionario in cui valutare l’efficacia delle lezioni e, quindi, le spiegazioni dell’insegnate con domande mirate ed efficaci (definite in precedenza). Il mix di questi due dati ha mostrato, nei casi analizzati, un incremento delle performance medie degli studenti.

Prima di insegnare bisogna imparare a “guardarsi”

Posso confermare quanto questo metodo sia efficace: in un training sulla comunicazione efficace che ho fatto qualche anno fa, i trainers hanno adottato con noi la stessa tecnica.

Ci venne chiesto, singolarmente, di commentare una nostra presentazione al resto della classe mentre venivamo, nel frattempo, registrati. Rivedemmo poi questi video rendendoci conto di quanto i movimenti, la chiarezza di espressione, la velocità di esposizione possano influenzare l’interesse e la comprensione di una platea.

Vi consiglio di fare questo esercizio a casa, riprendendovi con un cellulare: che voi siate insegnanti, impiegati, studenti imparerete a vedere “come le persone vi vedono” e a migliorare il vostro impatto su chi vi sta di fronte e la vostra chiarezza di esposizione.

La missione dell’insegnamento ad ampio spettro

Come insegna Rita Pierson, nel video a inizio articolo, bisognerebbe instaurare delle relazioni significative con i colleghi: uno scambio di valutazioni sincero e reciproco spinge al miglioramento costante e allo sviluppo di approcci migliori al lavoro stesso.

Instaurare un relazione anziché una distanza è senz’altro più faticoso, ma fa la differenza. Insegnare e ricevere insegnamenti nel lavoro è la parte più ardua quanto proficua per la crescita personale e professionale sia di chi insegna che di chi apprende.

E’ questo che dovrebbero fare i supervisori, i “leader”, ed è ciò a cui dovrebbe tendere ognuno di noi con chiunque abbia di fronte.

“Cerca prima di capire, e poi di essere capito”

Strephen Covey

Se volete sapere chi ha dato la definizione a mio avviso più efficace di un leader a mio parere è Simon Sinek: se voleste saperne di più vi consiglio questo Sunday Talk a lui dedicato.

Hai l’opportunità di migliorare la giornata di un insegnante: condividi con lui questo articolo.

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Insegnare per fare la differenza

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