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Il cambiamento ci allena al miglioramento continuo

Oggi parliamo di crescita personale: come il cambiamento sia la via verso il miglioramento.

Quando dopo cinque anni di ingegneria iniziai a lavorare mi dissi che non avrei mai più studiato in vita mia.

Avevo ventiquattro anni scarsi, e giurai a me stessa che non avrei mai più sostenuto un esame: onestamente mi tornava l’ansia al sol pensiero di rimettermi sui libri per “studiare”.

Dopo cinque anni di esami intensi legavo l’apprendimento allo studio, ed escludevo categoricamente la possibilità di “ricascarci”.

Dopo la laurea avevo poi trovato un lavoro: il più era fatto.

Grave errore: questa sensazione rischia di essere dannosissima. E non solo per i neolaureati ma per tutti: dipendenti, dirigenti d’azienda, piccoli imprenditori e lavoratori autonomi (anche se questi ultimi sono i più allenati al “miglioramento costante”). Il mondo del lavoro viaggia ad una velocità sempre più elevata e restare fermi è un rischio da evitare: bisogna essere adattabili alle trasformazioni.

Ma come bisogna gestire la trasformazione, soprattutto quando questa avviene in un’azienda?

Una risposta estremamente convincente ce la da nel TED di oggi Jim Hemerling, leader e fellow di Boston Consulting Group:

“Per gestire le trasformazioni (aziendali) il primo imperativo è mettere al centro le persone e dargli un obiettivo.”

Jim Hemerling

Si dice sempre che le persone sono il fulcro delle aziende, ma poche di queste aziende si dedicano realmente alla crescita delle persone.

Non bastano training o affiancamenti lavorativi per migliorare nelle proprie mansioni: si deve creare una ambiente stimolante in cui ci sia la cultura del miglioramento personale.

La cultura della crescita e dell’abitudine ai cambiamenti in cui le persone siano spinte a prendere iniziative, invogliate ad imparare argomenti nuovi e a poterli applicare. Si deve andare oltre il concetto di training.

Si deve radicare il concetto di miglioramento continuo.

Se si vuole far crescere le persone c’è soprattutto bisogno di coinvolgerle in un progetto: qualcosa in cui credano, di cui vadano fieri, e per la quale siano portati spontaneamente a voler migliorare, apprendere, imparare.

Molto spesso, semplicemente a mettersi in gioco.

In molte aziende ci sono leader autorevoli e illuminati che comprendono l’importanza di questa cultura e la promuovono: se siete fortunati, queste persone sono anche agli alti livelli. (ne parlammo del TED di qualche settimana fa, lo trovate a questo link)

Anche noi però dobbiamo metterci del nostro: per quanto la confort zone sia comoda non durerà in eterno. Potremmo anche aspirare a mantenere la stessa posizione lavorativa a vita, ma è facile che sarà il nostro lavoro a cambiare e dovremo adattarci comunque.

Allora perchè non scegliere di cominciare da subito questo percorso di cambiamento e crescita, privilegiando gli ambiti per cui crediamo di avere un interesse?

Provare a diventare quello che vorremmo essere?

Immaginate quanto sarebbe stimolante far entrare gli “hobbies” o le vostre passioni nella giornata lavorativa.

Un po’ utopico, ma non impossibile: bisogna “solo” studiare e indirizzare la propria vita e il lavoro nella stessa direzione, favorire la creazione di occasioni. Non dovesse andar bene? Peccato, ma almeno ci avremo provato e avremo competenza in più.

Come incontrare le persone giuste influenza il cambiamento

Io ho avuto la fortuna di incontrare le persone giuste a trent’anni: quelle che smuovessero le corde assopite della mia curiosità e spingessero a voler essere molto di più. A diventare molto di più, e non in termini di carriera. In termini di crescita personale, di interessi. Di rapporto con gli altri, oltre che con me stessa.

Avrei voluto incontrarle prima? Certamente.

Ed è uno dei motivi per cui collaboro in questo blog: riuscire nel mio piccolo a smuovere le corde della confort zone di chi legge i Sunday TED. Informare e indurre a farsi un’idea che potrebbe essere diametralmente opposta alla mia, ma che innanzitutto spinga ad aprire un confronto.

Questa è la mia “battaglia di coinvolgimento” che porto avanti: allenare le persone al miglioramento continuo.

Che si tratti di imparare a gestire le proprie finanze, imparare una lingua, saperne di marketing o altro, apprendete e confrontatevi.

Avete una passione? Non limitatevi a sviscerarla per diventare i migliori: chiedetevi come essa possa rapportarsi ad altri vostri interessi e sviluppatela in maniera laterale. Confrontatevi con chi vede la passione in maniera opposta alla vostra, e apprendete.

Circondatevi di persone con vite, conoscenze e interessi diversi dalle vostre.

Arricchitevi.

E contagiate tutti con la voglia di imparare.

Hai l’occasione di condividere questo articolo con una persona a cui potrebbe essere utili: sii fiero di contribuire al suo miglioramento!

infografica se la forza delle aziende sono le persone allora devi pretendere la responsabilità del cambiamento
Il cambiamento? Anche in azienda dobbiamo sentirlo come una nosrta responsabilità

Vi siete persi il Sunday TED della scorsa settimana? Jason Shen spiegava perché in un colloquio di lavoro dovremmo puntare sulle nostre abilità prima ancora che sulle competenze o anzianità:

Sunday TED – Privilegiare le abilità e non le esperienze

Se pensi che nel suo piccolo questo TED o questo articolo possano essere utili, condividilo o fallo leggere a tre persone a cui potrebbe essere d’aiuto o d’ispirazione. Il battito d’ali di una farfalla può causare un uragano, ricordiamolo!

Se volete saperne di più sugli OKR, citati nell’articolo, vi invito a leggere questo articolo che ne parla, oppure più nel dettaglio potete leggere il libro di John Doerr “Measure What matters

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