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Perché definire le proprie paure prima dei propri obiettivi

I protagonisti del Sunday TED di oggi sono due. Il primo è Tim Ferriss. Se il suo nome vi dice poco tranquilli, scoprirete le sue gesta a breve. Il secondo lo conoscete già perché è un compagno fedele delle giornate di molti individui: la paura. Ma come superare la paura?

Quante occasioni perdiamo nella nostra vita per la semplice paura che qualcosa possa non andar bene? La risposta è nota: innumerevoli.

E quanti di quegli obiettivi, spesso pianificati con tanto impegno e buoni propositi, non vengono portati a termine perché nella nostra mente già crediamo di sapere che non ce la faremo? Innumerevoli di nuovo.

Ma è qui che l’oratore del TED di oggi sviluppa un pensiero laterale alternativo e per nulla banale anche per me, che pianifico obiettivi ed OKR con ostinazione: imparare a definire le nostre paure invece degli obiettivi.

Il video che segue è in inglese, ma con sottotitoli in italiano: se non fossero già attivi basta lanciare il video e cliccare sull’icona in basso a destra a forma di “fumetto rettangolare“, selezionando poi “italiano

Mi prendo la licenza poetica di rettificare: bisogna definire le nostre paure PRIMA dei nostri obiettivi. Una pianificazione di obiettivi intelligente, specialmente per i procrastinatori come me, è l’unico modo per portare a termine ciò che si siamo prefissati nei tempi corretti.

Ma più si pianifica nel dettaglio e più complessità vengono fuori, e insieme ad esse, cresce il timore di non riuscire a farcela: ed è qui che il metodo di Tim Ferriss ci viene in soccorso.

Ma chi è Tim Ferriss?

Se vi state ancora chiedendo chi sia Tim Ferries le risposte possono essere molteplici: oggi potremmo dire “un imprenditore“. In passato è stato un (purtoppo) aspirante suicida, ma anche campione di kickboxing, ballerino di tango provetto, startupper, linguista applicato in cinese, giapponese e un altro paio di lingue. Per alcuni è lo scopritore del sacro graal di un’esistenza felice, per altri un ciarlatano la cui unica capacità sia autopromuoversi.

Per tutti è però l’autore del libro “4 Ore alla settimana: ricchi e felici lavorando 10 volte meno” che, al di la dei contenuti e della “vita in vacanza” invidiabile dell’autore, raccoglie un modo di fare e di approcciarsi alla vita da cui molte persone potrebbero prendere spunti interessanti.

Spunti che arrivano da molto lontano

La citazione cardine del discorso di Ferriss affonda le radici lontano nel tempo, precisamente nell’antica Grecia dello Stoicismo.

“Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà.”

Seneca

Probabilmente, come me dopo aver letto questa frase, starete riflettendo con le sopracciglia corrucciate e una leggera smorfia in viso. Riflettendoci si è spesso portati a farsi prendere dall’ansia prima ancora di iniziare qualche compito/esame/progetto, per poi rendersi conto – una volta terminato – che era più semplice del previsto: bisogna imparare a dare il giusto peso alle proprie paure.

Imparare a definire le proprie paure

Passiamo all’applicazione. Provate ad identificare un vostro progetto a cui tenete e che non state portando avanti: personalmente, me ne vengono in mente subito almeno tre. Ne avete identificato uno? Bene. Prendete un foglio e una penna. Su, non siate pigri come me!

Prima di tutto identificate la complessità di questo progetto, dategli un voto da 1 a 10. Scrivetelo a inizio pagina. Non continuate a leggere, scrivete prima!

Identificate ora quali sono i primi due principali timori o ostacoli che potreste incontrare.

Fatto? Scriveteli in colonna. Molto bene.

Ora pensate: come potreste evitare che questi rischi accadano o si materializzino? Trovata la risposta, elencatela in una seconda colonna.

E in ultimo: nella disgraziata ipotesi in cui il temuto evento avvenga lo stesso, come potreste risolvere la situazione? Terza colonna, scrivete la risposta.

Fermatevi un attimo a riflettere e poi date di nuovo un giudizio da 1 a 10 sulla complessità del vostro progetto: è rimasta la stessa oppure è variata?

Fatemelo sapere nei commenti: vediamo nel concreto se il metodo di Tim Ferriss funziona.

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Imparare a definire le paure

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Vi siete persi il Sunday Talk della scorsa settimana? Lo trovate a questo link: “Ray Dalio e la meritocrazia delle idee”

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