Tempo di lettura: 5 minuti

I bias cognitivi: cosa sono e quali influenzano le nostre scelte finanziarie

Le nostre azioni spesso non si basano su scelte razionali ma sono legate a pre-condizionamenti che vengono chiamati bias cognitivi.

Ma cosa sono?

I “bias” sono condizionamenti, legati alla sfera emozionale, che inducono a giudicare in maniera non oggettiva le situazioni.

Non a caso sono un tema ricorrente nella finanza comportamentale: sono vere e proprie convinzioni pregresse che influenzano il giudizio e non lo rendono oggettivo.

Questi condizionamenti si ripercuotono anche nell’approccio agli investimenti.

Scopriamo, a tal proposito, quali sono i bias che più influenzano l’ambito finanziario.

Recency Bias

Il recency bias ci porta a dare più importanza agli eventi recenti rispetto a quanto avvenuto nel passato.

Tradotto in ambito finanziario questo bias ci induce a ritenere che un titolo che è stato finora in crescita continuerà a crescere, anche se il mercato dà segni di incertezza in questo senso.

Analogamente ci porta a ritenere che un asset in fase “bear” continuerà a perdere valore.

Questo bias potrebbe indurre quindi a chiudere posizioni troppo presto quando il mercato è in apparente discesa, anche se si tratta solo di una contrazione.

Al contrario, la convinzione che “il mercato è cresciuto nell’ultimo periodo, continuerà a crescere” potrebbe far mantenere nel portafogli troppo a lungo azioni acquistate quando il mercato era bull e che invece iniziano a mostrare segni di discesa.

L’influenza di questo fenomeno si può notare nelle situazioni di crolli di mercato, come si vede nell’immmagine in basso.

Is Recency Bias Swaying Your Investing Decisions? | Morningstar
Influenza del recency bias

Anchor bias

L’anchor bias è simile al recency ma differente. Questo bias è quello più sfruttato dal marketing (a nostro discapito): e consiste nel dare alla nostra mente un “riferimento di ancoraggio” che influenzi le valutazioni dell’acquirente.

Facciamo un esempio: se andiamo in un’osteria e il vino della casa costa 10 €, pagare 20 € per una “buona” bottiglia ci sembrerà caro.

Se andassimo però in un ristorante stellato in cui la media del prezzo dei vini è 50 € e trovassimo quella stessa bottiglia a 30 €, ci sembrerà un ottimo prezzo.

Il problema è che la mente si ancora ad un valore in base alle condizioni al contorno presenti e lo userà come riferimento per i confronti successivi.

Blogs | Market Walk | Knowledge Center - Adroitfinancial.com
Gli effetto dell’anchor bias, o bias di ancoraggio

Stessa cosa che avviene con le offerte: 300 euro per un cappotto a prezzo pieno sembra un’enormità. Ma se il negozio proponesse quel capo a “scontato” da 1000 € a 300 €, con ben il 70% di sconto, sembrerebbe un vero affare: la potenza del marketing!

Confirmation bias

E’ il bias più diffuso: quando abbiamo una convinzione tendiamo ad evidenziare le tesi che supportano la nostra teoria tralasciando quelle che vi sono contrarie.

Il confirmation bias negli investimenti è una delle maggiori cause di “cecità”. La convinzione di aver fatto l’investimento giusto ci fa enfatizzare i risultati nel caso di andamento positivo (“Sono un genio della finanza” cit.).

Al contrario fa minimizzare dati e informazioni oggettive che potrebbero preludere un andamento negativo: andamento che, se confermato, giustificheremmo con un “ma era imprevedibile“!

Examples and Observations of a Confirmation Bias

Loss Aversion Bias

Il loss aversion bias, o avversione alla perdita, è una tendenza che deriva dalla naturale avversione al rischio degli esseri umani. Come tali subiamo psicologicamente più le perdite dei guadagni.

Facciamo un esempio: se facessimo un investimento di 1000 € e guadagnassimo 100 € saremmo soddisfatti.
Se invece perdessimo lo stesso valore, 100 €, percepiremmo questa perdita in maniera molto più amplificata.

prospect-theory

Di questo bias ne abbiamo parlato anche in questo articolo sulla finanza comportamentale in cui viene riportato anche un esperimento esemplare dell’avversione alle perdite.

E stato fatto sui nostri cugini più prossimi, le scimmie: nell’esperimento viene data ad una scimmia una mela e si guarda la sua reazione.

L’animale ha chiaramente una reazione positiva.

In seguito gli vengono prima date due mele e poco dopo gliene venne tolta una: la scimmia si arrabbia per la privazione, sebbene abbia sempre una mela.

Bandwagon Bias

Il bandwagon bias, ovvero l’effetto carrozzone: tendere a credere che una cosa sia vera solo per sentito dire o per opinione altrui.

E’ la categorizzazione tecnica del “sentito dire”: una propensione ad avere un certo comportamento perché lo fanno tutti gli altri, non perché derivante da esperienza o studio diretti.

In ambito finanziario questo bias si evidenzia quando si sente parlare di bolle speculative. Quando una azione viene acquistata in maniera massiccia da grandi investitori il rialzo del prezzo spinge i piccoli investitori ad emulare questo comportamento. Si crea così un ulteriore rialzo del prezzo dell’azione (spesso ben superiore al suo valore) che genera una bolla speculativa.

How To Increase AOV Using Basic Human Psychology | Blog | Transdirect

Non è raro che queste bolle abbiano una durata nel tempo e che, come tali, generino poi una drastica riduzione del prezzo dell’azione. Anche in questo caso la “corsa alla vendita” viene fomentata dal fatto che molti investitori stanno vendendo l’azione.

Un altro effetto del bandwagon bias è l’influenza che esso può avere sugli indecisi: in finanza, come nel commercio, un acquirente sarà più propenso all’acquisto se “la maggioranza” consiglia un certo prodotto.

Ennesima dimostrazione del bandwagon bias!

In conclusione

In ambito finanziario i bias comportamentali hanno una forte influenza sui nostri investimenti perché coinvolgono la sfera emotiva degli investitori: condizionano il comportamento impedendo di fare scelte obiettive, come abbiamo visto per l’home bias.

Tutti gli investitori fanno degli errori ma quelli legati ai bias comportamentali possiamo imparare a riconoscerli e ad evitarli. Prima di fare qualsiasi investimento bisogna verificare tramite l’analisi dei dati (tutti, non solo quelli a nostro favore) che sia potenzialmente vantaggioso senza farsi influenzare dai bias cognitivi.

Un libro molto interessante sui bias cognitivi è “Pensieri, lenti e veloci” (nella versione originale “Thinking, fast and slow“). L’autore, Kahneman, è lo psicologo che (con il collega Tversky) ha per primo definito il concetto di “bias comportamentale”.

Dicci la tua: