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Per cosa vorresti essere ringraziato?

Sunday TED – Le molteplici utilità del ringraziamento in ogni contesto: dal rinsaldare rapporti all’evitare conflitti. Prima regola: dire grazie al posto di scusa.

Perchè riusiamo a dire “voglio una bistecca al sangue” ma non “voglio che tu mi faccia i complimenti in questo modo”?

Laura Trice

Qualche anno fa durante il mio primo lavoro ho partecipato (con altri non-più-tanto-neoassunti come me) a un interessantissimo corso interno all’azienda di negoziazione.

Dalle utili tecniche sulla negoziazione il discorso degenerò facilmente al livello “centro di ascolto”.

Ci lamentammo della nostra insoddisfazione lavorativa a causa delle promesse che l’azienda non aveva mantenuto: non era giusto, non erano stati questi i patti all’assunzione, ci aspettavamo un comportamento diverso.

Il nostro trainer con una semplicità allucinante ci disse: “Ma tutte queste cose le avete recriminate alle Risorse Umane? O ai vostri responsabili? Se siete insoddisfatti, DITELO“.

Oggi è una buona abitudine che ho preso sia al lavoro quanto nella vita di tutti i giorni: se c’è qualcosa che non mi piace o non mi soddisfa, tranquillamente ed elegantemente lo dico.

Se questo vale per le cose “negative”, vale il doppio in caso di commenti positivi: vi piace una cosa? Ditelo. Apprezzate il comportamento o il gesto di una persona anche se è del tutto “normale”.

Ringraziate.

E’ sul ringraziamento che punta il tanto breve quanto efficace TED di oggi in cui Laura Trice spiega con una sincerità disarmante quanto sia importante ringraziare, per insegnare al prossimo su cosa abbiamo bisogno di essere ringraziati.

E instaurare un incredibile circolo virtuoso.

Il video che segue è in inglese, ma con sottotitoli in italiano. Se non fossero già attivi basta lanciare il video e cliccare sull’icona in basso a destra a forma di “fumetto rettangolare“, selezionando poi “italiano

Ringraziate: è per il vostro bene!

In effetti il punto su cui fa riflettere la Dott.sa Trice non è per nulla banale: non limitarvi al convenevole di “ringraziare”.

Alle persone a cui più tenete chiedete per cosa vorrebbero essere ringraziate.

Al vostro partner, ai genitori, ai figli, ad un amico.

Sembra banale o superfluo e, diciamolo, ci fa sentire un po’ in imbarazzo ma proviamo a chiedere alle persone più importanti per noi: cosa vorresti che io apprezzassi di più di te e di quello che fai? Per cosa vorresti essere ringraziato?

Consiglio: fatelo in un momento di relax ma “inaspettato”. E aspettatevi che qualcuno si prenda un po’ di tempo per la risposta.

Questa domanda ha un beneficio triplice:

  1. Fa conoscere più a fondo la persona che avete difronte
  2. Aiuta a ditruggere i “muri”: è una domanda non troppo imbarazzante per chi la fa, e imbarazzante e piacevole allo stesso tempo per chi la riceve. Perchè state dimostrando di dare importanza ai suoi bisogni
  3. Se siete fortunati (ma ve lo dico per esperienza, non è scontato) la persona a cui avete fatto la domanda dopo un po’ la porrà a voi. Perché vorrà anche lei essere in grado di ringraziarvi per ciò che per voi è importante.
    E, se ci riusciste, sarebbe un win-win totale.

Cerca prima di capire, poi di essere capito

“Cerca prima di capire, poi di essere capito”

Steven Covey

E’ un piacere poter scomodare Steven Covey per proseguire verso il nocciolo della vicenda.
(Se non lo conosceste, è l’autore del pilastro della crescita personale “7 Regole per avere successo” e si, dovete mettere questo libro in cima alla lista di saggi da leggere).

Davanti all’incomprensione è inutile chiudersi nelle proprie ragioni: non risolve i conflitti e fa rimanere in uno stato di insoddisfazione entrambe le parti.

La volontà invece di capire gli altri nonostante tutto ci aiuta a fare chiarezza sul perché dei loro comportamenti e, di conseguenza, a sperare di essere compresi alla stessa maniera.

E’ questo meccanismo su cui punta la strategia del ringraziamento: protenderci verso il prossimo per farlo sentire compreso e indurlo a voler comprendere anche noi.

Se l’alternativa è lasciare le cose come stanno, fare un tentativo può avere un risultato soltanto positivo.

Imparate a dire “grazie” al posto di “scusa”

La tecnica de “ringraziamento indotto” aiuta a ribilanciare gli equilibri in un rapporto: riduce le distanze e mette entrambi gli interlocutori in un situazione di confort.

Un’altra utile tecnica che mi insegnarono in quel corso di negoziazione che contribuisce a questo scopo consiste nel sostituire il “grazie” allo scusa.

Questa banale quanto efficace tecnica è utile soprattutto per chi abbia un rapporto complicato con la propria autostima o sia in una posizione di debolezza (ricordate il TED della scorsa settimana?).

Avete fatto tardi?
Non chiedete “scusa” ma ringraziate la persona per essere stata così gentile ad aspettarvi.

Avete tediato qualcuno con i vostri problemi?
Non scusatevi, ma ringraziatelo per essere così disponibile ad ascoltarvi.

Chiedere scusa ci mette in una condizione di inferiorità e colpa, inducendo il nostro interlocutore ad avere e far prevalere la sua ragione (…specialmente se non è un ritardatario!).
Inizia automaticamente a salire un clima di tensione e distacco che non di rado si traduce in una discussione sproporzionata rispetto all’accaduto.

Quindi la prossima volta che sarete in ritardo riflettete prima di parlare: invece di scusarvi, sfoggiate un sorridente “Grazie per avermi aspettato” e assumete una postura aperta e di forza, come abbiamo spiegato nel Sunday TED della scorsa settimana.

Ma attenzione a non usarlo come scusa se siete dei ritardatari cronici: potrebbe non funzionare in eterno se siete recidivi!

P.S.

Grazie a quel corso di negoziazione presi una delle decisioni all’epoca più importanti della mia vita: mi licenziai.

Dire "grazie" al posto di "scusa"- Laura Trice - Sunday TED
TED Italia – Dire “grazie” al posto di “scusa”- Laura Trice

Se vuoi approfondire l’influenza della postura e dei gesti sui nostri comportamenti puoi leggere di Amy Cuddy il libro “Il potere emotivo dei gesti“.

Se invece vuoi fare il viaggio introspettivo più bello della tua vita e migliorare la qualità della tua vita e delle tue relazioni leggi “Le 7 regole del successo” di Steven Covey. La traduzione italiana del titolo non gli rende giustizia: non è un libro sul successo inteso come “carriera” ma sulla soddisfazione personale (nelle relazioni, nel lavoro, con noi stessi)

Ti sei perso il TED della scorsa settimana lo trovi a questo link: è un TED interattivo in cui scoprirete come la giusta postura possa rendervi delle persone di successo.

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